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Caro voli
14 Aprile 2026 - 23:30
Un piccolo aumento, ma sufficiente a scatenare polemiche. Alcuni passeggeri della compagnia aerea low-cost Volotea hanno segnalato l’applicazione di un sovrapprezzo tra i 7 e i 9 euro sul biglietto, aggiunto dopo l’acquisto e a pochi giorni dalla partenza.
Alla base della decisione c’è l’aumento dei costi legati al carburante, una variabile che sta mettendo in difficoltà l’intero settore aereo. Per far fronte a questa situazione, Volotea ha introdotto una politica chiamata “Fair Travel Promise”, che consente di adeguare il prezzo del biglietto in base all’andamento del mercato energetico.
In concreto, la compagnia può modificare il costo fino a sette giorni prima del volo, applicando un supplemento massimo di 9 euro per passeggero e per tratta. Al contrario, se il prezzo del carburante dovesse diminuire, è previsto anche un eventuale rimborso della differenza.
Il punto critico riguarda la trasparenza: molti viaggiatori sostengono di non essere stati adeguatamente informati. In realtà, la clausola è inserita nelle condizioni di acquisto, ma spesso passa inosservata durante la prenotazione. Questo ha alimentato il malcontento, soprattutto tra chi sceglie compagnie low-cost proprio per avere prezzi certi e contenuti.
Dal punto di vista legale, la questione è complessa. Le norme europee impongono che il prezzo finale del biglietto includa tutte le tasse e i supplementi. Tuttavia, il costo del carburante rientra tra le variabili interne alle compagnie e, in situazioni eccezionali – come le tensioni internazionali e le ripercussioni sul mercato petrolifero – può essere soggetto a modifiche.
Se da un lato la pratica potrebbe risultare formalmente legittima, dall’altro resta il nodo della comunicazione. Per molti utenti, infatti, modificare il prezzo dopo il pagamento appare poco corretto, soprattutto in un periodo in cui l’incertezza sui viaggi è già elevata.
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