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Il caso
09 Marzo 2026 - 19:00
Durante l’ultima puntata di Le Iene, è emerso un fuorionda sorprendente di Rocco Siffredi. L’attore, noto nel mondo del cinema per adulti, appare visibilmente scosso, arrivando a dichiarare: “Non voglio più vivere”.
Il filmato, trasmesso integralmente dalla trasmissione di Italia1, ha suscitato numerose reazioni perché molti spettatori hanno interpretato le lacrime come una risposta alle accuse di violenza sessuale mosse da alcune attrici nei confronti dell’attore. Siffredi, 61 anni, ha reagito con querela, sostenendo che l’intervista fosse stata manipolata per far sembrare che il suo stato emotivo fosse legato alle accuse. Secondo lui, il momento di commozione era, invece, collegato a problemi di salute familiare, legati a uno dei figli ricoverato in ospedale.
La giornalista Roberta Rei, autrice dell’inchiesta, ha spiegato che il fuorionda è stato trasmesso senza tagli per chiarire che Siffredi non faceva alcun riferimento al figlio durante l’intervista: “È una clamorosa menzogna”, ha affermato Rei. Nel filmato, Siffredi ipotizza che la giornalista possa essere stata pagata per diffamarlo, ma viene subito invitato a fornire prove: “Nessuno mi ha mai pagato”, ribadisce Rei, precisando che sarebbe pronta a indagare su eventuali responsabilità se emergessero elementi concreti.
Durante il confronto, Siffredi si mostra visibilmente provato, scoppia a piangere e confessa il suo stato d’animo: “Non voglio più vivere, ma non voglio lasciare il dolore a mia moglie o ai miei figli. Ho dei momenti molto difficili”. La giornalista cerca di confortarlo e gli propone una pausa, ma Siffredi non risponde se non con ulteriori espressioni di sofferenza. Solo successivamente, parlando con un autore del programma, avrebbe accennato a problemi familiari, ribadendo, però, che nell’intervista non stava parlando del figlio.
Anche il figlio di Siffredi, Lorenzo Tano, ha commentato il filmato sui social, sottolineando che un padre in una situazione così delicata non dovrebbe essere costretto a un’intervista. Secondo Tano, la famiglia non ha avuto il tempo di raccogliere prove a difesa di Siffredi, e ciò che è stato mostrato in televisione si discosta molto dalla realtà: “La verità è talmente lontana da ciò che è stato raccontato che sembra di vivere in un universo parallelo”.
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