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LA PREMIAZIONE

Ecco chi sono i fortunati del concorso “Vinci Vinci”

Un pomeriggio in compagnia dei nostri lettori

C'è chi abita a Torino, chi in provincia. Chi ha passato una vita dietro i fornelli di un ristorante e chi con il bisturi in mano. C'è chi ha figli, nipoti e anche bis nipoti. Chi ama i cruciverba e chi ogni sabato va a ballare il liscio. Tutti però hanno una cosa in comune: il giornale di Torino Cronaca.

Sono i sorteggiati del concorso “Vinci Vinci”. Il bottino portato a casa, un buono spesa da cento euro e un sistema del Lotto del valore di 13 euro. Un pomeriggio di festa insieme al direttore Andrea Monticone e il direttore emerito Beppe Fossati, che li ha visti protagonisti.

Aldo Lo Turco: «I miei nipoti mi hanno sgridato - racconta Aldo Lo Turco - perché non sono andato a prenderli a scuola. Ma ho una buona giustificazione».

Maria Lucia Caputo, ottanta anni tra qualche mese, ex infermiera: «Quando ho ricevuto la chiamata non ci potevo credere - racconta - una sorpresa inaspettata». Così commossa che, al ritiro del premio, si è presentata con un colorato mazzo di fiori.

Affat Hanna Batros, egiziano di origine ma da tanti anni a Torino, è entrato scusandosi: «Pensavo fosse una di quelle cose dove non si vince mai. Invece eccomi qui!». Legge il giornale per restare sempre informato ma ammette che «la mia parte preferita è la vignetta, a volte mi fa fare delle grosse risate».

Pietro Panier Suffat, chirurgo da cuore granata ama invece le pagine di sport: «Mi piacciono perché sono brevi ma ben centrate».

Claudio Cozzani, bologo in pensione, parla con lo stesso entusiasmo della sua professione quanto del centrocampo juventino.

Anna Oliva, addetta alle pulizie: «Ogni giorno compro il giornale per mio marito - racconta Anna Oliva - È invalido, quando torno a casa dal lavoro mi racconta tutto quello che ha letto e che è successo».

Enrico Del Santo e la moglie Graziella passano ogni mattina in edicola: «A volte non sapendo che è già passato l’altro ne prendiamo due copie», raccontano. Il «primo turno» è di Graziella, che poi lo passa a Enrico e poi il figlio.

Egidio Di Napoli, 82enne originario di Taranto: «Prima leggevo altro - ammette Egidio Di Napoli - ma da quando è uscito la prima volta, ho abbandonato gli altri».

Matilde Piccoli: «Sono di Genova e lo leggo da quando mi sono trasferita qui». Bisnonna pensionata ma ancora lavoratrice: «La pensione non basta per vivere».

Una cerimonia sì, di festa, ma a cui non sono mancate segnalazioni su ciò che accade in città, perché in fondo, le cronache di Torino le «scrivono» anche i lettori.

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