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Il caso

Chiara Ferragni davanti al giudice per il “Pandoro Gate”: oggi il verdetto

L’influencer è accusata di truffa aggravata per la presunta pubblicità ingannevole del pandoro Balocco e delle uova Dolci Preziosi

Chiara Ferragni davanti al giudice per il “Pandoro Gate”: oggi il verdetto

Oggi la Terza Sezione Penale del Tribunale di Milano emetterà la sentenza sul procedimento che vede Chiara Ferragni imputata per truffa aggravata in relazione alla vendita del pandoro Pink Christmas Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. L’influencer, presente in aula, si è dichiarata serena e fiduciosa in attesa del giudizio.

Secondo l’accusa, Ferragni avrebbe indotto i consumatori a credere che una parte del ricavato dei prodotti sarebbe stata destinata a iniziative benefiche e ospedali pediatrici, quando in realtà le donazioni erano già state effettuate dalle aziende prima della collaborazione con l’imprenditrice digitale. I dolci in questione erano venduti a prezzi maggiorati (9,37 euro invece di 3,68 euro), aumentando così l’apparente legame tra acquisto e beneficenza.

Dettagli del procedimento

Accanto a Ferragni, a processo anche l’ex socio Fabio Maria Damato e il presidente di Cerealitalia-ID, proprietaria di Dolci Preziosi, Francesco Cannillo. Il procedimento a carico di Alessandra Balocco, scomparsa lo scorso agosto, è stato estinto. Il pubblico ministero Eugenio Fusco e il sostituto Cristian Barilli avevano chiesto 1 anno e 8 mesi di reclusione per Ferragni e Damato, e un anno per Cannillo.

Gli avvocati della influencer, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, hanno sempre sostenuto che Ferragni abbia agito in buona fede e che abbia già corrisposto 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni a enti benefici.

Origine del caso

Il procedimento ha origine dal gennaio 2025, dopo la multa dell’Antitrust da 1 milione di euro e le denunce del Codacons. Le contestazioni riguardano la presunta pubblicità ingannevole delle operazioni commerciali dei prodotti, realizzate tra il 2021 e il 2022.

Secondo l’accusa, la Ferragni avrebbe tratto un “ingiusto profitto” di circa 2,2 milioni di euro, facendo credere ai suoi follower che gli acquisti dei prodotti contribuissero a progetti benefici come l’acquisto di macchinari per l’Ospedale Regina Margherita di Torino o iniziative per ragazzi con autismo, mentre le donazioni effettive erano di entità minore e scollegate dalle vendite.

Per esempio, dalle vendite delle uova Dolci Preziosi, dichiarate a sostegno del progetto “I Bambini delle Fate”, Ferragni avrebbe guadagnato 200mila euro nel 2021 e 500mila euro nel 2022, mentre la donazione all’ente era di appena 36mila euro. Il caso del pandoro Pink Christmas Balocco ha visto un guadagno di oltre 1 milione di euro, con la donazione reale effettuata mesi prima della collaborazione.

L’aggravante della minorata difesa

La Procura sostiene che l’influencer abbia sfruttato la sua enorme popolarità sui social, inducendo i follower in uno stato di fiducia e dipendenza informativa, aggravando così la presunta violazione.

Risarcimenti extragiudiziali

A dicembre 2024, Ferragni ha chiuso in via extragiudiziale alcune contestazioni civili con Codacons e Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi, prevedendo:

  • risarcimenti di circa 150 euro a testa agli acquirenti rappresentati dal Codacons;

  • rimborso delle spese legali sostenute dalle associazioni;

  • una donazione di 200mila euro a sostegno di donne vittime di violenza.

Inoltre, la influencer ha risarcito 500 euro a una pensionata campana che aveva acquistato una decina di pandori Pink Christmas al prezzo maggiorato, lamentando un danno economico e la mancata realizzazione dello scopo benefico.

Ferragni, cattolica praticante, ha sempre dichiarato di avere a cuore la beneficenza e di aver agito con buona fede. Oggi, con il verdetto imminente, si chiuderà un capitolo che ha fatto discutere per mesi l’opinione pubblica.

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