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Soccorso alpino

Due soccorsi via terra tra Balme e Salbertrand, salvati escursionisti

Soccorso Alpino in azione: nebbia e nuvole basse bloccano l'elicottero

 due soccorsi via terra tra Balme e Salbertrand

Quando il cielo si abbassa e l'elicottero non può decollare, la sicurezza in quota poggia interamente sulle gambe e sulla rapidità dei tecnici a terra. È quanto accaduto nel pomeriggio di oggi, domenica 8 febbraio, tra le montagne della Provincia di Torino, dove il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha dovuto gestire due emergenze in contemporanea senza il supporto aereo.

Il primo allarme è scattato intorno alle 14.30 a Balme. Uno scialpinista, bloccato da una sospetta distorsione al ginocchio, è stato raggiunto dalle squadre che hanno utilizzato prima le motoslitte e poi sci e pelli di foca per risalire il pendio. Dopo essere stato imbarellato, l'uomo è stato trasportato a valle e affidato all'ambulanza intorno alle 17.30.

Quasi negli stessi istanti, a Salbertrand, un'escursionista accusava un malore. In questo caso, i tecnici del Soccorso Alpino, supportati dai militari della Guardia di Finanza, hanno intercettato la donna presso il rifugio Arlaud. Anche qui, la motoslitta è stata fondamentale per il recupero e il rapido trasporto verso valle. Due interventi complessi che confermano come il coordinamento tra i vari corpi sia l'unica vera "rete di sicurezza" quando la montagna d'inverno decide di mostrare il suo volto più difficile.

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