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I dati
11 Febbraio 2026 - 09:45
Nel corso del 2025, le centrali del Numero unico europeo per le emergenze (112) in Piemonte hanno registrato numeri significativi: 2.881.320 chiamate, di cui 1.206.478 inoltrate al 118 di Azienda Zero. I dati, diffusi in occasione del “112 Day”, mostrano l’efficienza e la capacità di risposta delle strutture di emergenza regionali.
Le centrali situate a Grugliasco e Cuneo hanno garantito un tempo medio di risposta di 3,9 secondi e un tempo medio di gestione delle chiamate di 55 secondi, confermando standard elevati di prontezza operativa.
Nel 2025, le chiamate gestite dal sistema Nue 112 sono state così distribuite:
Emergenza sanitaria (118): 548.315 chiamate
Forze dell’ordine (Carabinieri e Polizia): 500.777
Vigili del fuoco: 92.380
Polizia locale Torino: 64.779
Guardia costiera (Lago Maggiore): 115
Corpo forestale valdostano (attivo da dicembre 2025): 112
Il sistema Nue 112 non comprende solo la centrale operativa, ma include tutte le strutture di soccorso coinvolte, rendendolo un modello di eccellenza nazionale e internazionale, come sottolineato da Walter Occelli, direttore della struttura. Il Piemonte, infatti, rappresenta una delle tre regioni italiane nella commissione 112 del Ministero dell’Interno.
Occelli evidenzia come la qualità del servizio derivi sia dall’innovazione tecnologica sia dalla professionalità degli operatori, che gestiscono anche servizi avanzati come le chiamate satellitari e il 112Sordi, dedicato alle persone non udenti.
Il Numero unico europeo 112 consente ai cittadini di contattare gratuitamente tutti i servizi di emergenza in Europa, con assistenza multilingue e localizzazione delle chiamate. Questo è particolarmente utile per le zone extraurbane, dove fornire indicazioni precise può risultare complesso.
Nel 2025, le centrali piemontesi hanno anche filtrato un numero significativo di chiamate improprie (oltre il 47%), garantendo un uso efficiente delle risorse di soccorso. Su scala nazionale, le centrali del 112 hanno gestito oltre 23 milioni di chiamate, con tempi di risposta medi di circa 6 secondi.
Secondo Federico Riboldi, assessore regionale alla Sanità, i dati confermano l’elevata qualità del servizio: tempi rapidi di risposta, efficiente filtraggio delle chiamate e integrazione tra enti. Il modello piemontese combina tecnologia, competenze professionali e cooperazione istituzionale, garantendo risposte tempestive a tutte le emergenze.
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