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12 Febbraio 2026 - 11:00
Uno studio condotto negli Stati Uniti rivela che le extension per capelli, tra i prodotti più popolari tra le donne, potrebbero rappresentare un rischio per la salute. I ricercatori del Silent Spring Institute, con sede nel Massachusetts, hanno analizzato oltre 40 tipi di extension tra quelle più vendute nei negozi e online, scoprendo 169 sostanze chimiche, molte delle quali già note per essere potenzialmente pericolose, comprese alcune collegate a un aumento del rischio di cancro al seno.
Secondo i dati raccolti nello studio, le donne nere rappresentano il gruppo che più frequentemente utilizza questi prodotti: oltre il 70% dichiara di aver indossato extension almeno una volta nell’ultimo anno, mentre tra altri gruppi etnici la percentuale resta sotto il 10%. Nonostante questo uso diffuso, esiste ancora una conoscenza limitata dei possibili rischi per la salute. Gli autori dello studio sottolineano come sia fondamentale evitare che le donne debbano scegliere tra identità culturale, praticità e benessere fisico.
Le extension possono essere costituite da fibre sintetiche o capelli umani trattati chimicamente per migliorarne resistenza, idrorepellenza o ignifugità. Tuttavia, la mancanza di regolamentazioni chiare negli Stati Uniti riguardo all’etichettatura dei prodotti significa che molte sostanze chimiche presenti non vengono indicate né al consumatore né al professionista che le applica. L’autrice principale dello studio, Elissia Franklin, spiega che quando le extension vengono sottoposte a calore, come durante asciugatura o stiratura, i composti chimici possono evaporare e venire inalati, aumentando i rischi per la salute.
Per l’indagine, i ricercatori hanno selezionato 43 extension tra le più acquistate e le hanno analizzate con tecniche specifiche. I risultati sono stati preoccupanti: quasi tutti i prodotti contenevano sostanze chimiche dannose. Tra queste, 17 composti presenti in 36 extension sono stati collegati al cancro al seno, mentre altre sostanze erano presenti in quantità superiori ai limiti considerati sicuri per l’uomo.
Alla luce di queste scoperte, gli autori dello studio chiedono alle autorità e agli enti regolatori di introdurre controlli più rigorosi e norme più severe per garantire la sicurezza dei consumatori. L’obiettivo è proteggere chi utilizza questi prodotti senza dover compromettere la propria salute.
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