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Strage di Crans-Montana
18 Febbraio 2026 - 17:30
Emergono nuovi dettagli sull’incendio che la notte di San Silvestro ha devastato il discobar Le Constellation a Crans-Montana, provocando 41 vittime e 115 feriti. Le dichiarazioni raccolte dagli inquirenti stanno contribuendo a delineare un quadro sempre più preciso delle procedure adottate nel locale durante i festeggiamenti di Capodanno.
Secondo quanto riferito da uno degli addetti alla sicurezza ascoltati dalla polizia di Sion, al personale sarebbe stato chiesto di mantenere chiuse le porte di emergenza, consentendo l’accesso e l’uscita esclusivamente dall’ingresso principale. Una disposizione che, alla luce dei tragici eventi, è ora al centro delle verifiche investigative.
L’uomo, Predrag Jankovic, era in servizio come buttafuori nel locale la notte dell’incendio. Si tratta di uno dei due vigilantes presenti quella sera: il collega non è sopravvissuto al rogo. Le sue parole, raccolte nel corso dell’interrogatorio, potrebbero avere un peso significativo nell’accertamento delle responsabilità.
Parallelamente, è stato ascoltato anche il comandante dei vigili del fuoco locali, David Vocat, che ha rilasciato dichiarazioni all’emittente svizzera Radiotelevisione svizzera. Il capo dei pompieri ha spiegato di aver partecipato nel 2018 a un controllo presso il locale, specificando, però, che si trattava di un’ispezione legata agli aspetti generali della prevenzione incendi e non alla verifica dei materiali utilizzati negli ambienti interni.
Al centro dell’attenzione ci sono, infatti, i pannelli fonoassorbenti applicati al soffitto del seminterrato, ritenuti determinanti nella propagazione del fuoco. Vocat ha chiarito che la valutazione dei materiali combustibili non rientrava tra le sue competenze dirette, sottolineando come la formazione dei soccorritori sia orientata principalmente ai rischi emergenti, come quelli legati a auto elettriche, impianti fotovoltaici e altre tecnologie potenzialmente pericolose durante gli interventi.
L’inchiesta prosegue per accertare eventuali responsabilità penali e verificare se vi siano state negligenze nella gestione della sicurezza del locale. Intanto, la comunità di Crans-Montana resta sotto shock per una tragedia che ha segnato profondamente l’inizio dell’anno e che continua a sollevare interrogativi sulla gestione delle misure di sicurezza nei luoghi pubblici.
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