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La truffa
22 Febbraio 2026 - 13:30
Uno dei profili dei truffatori
La morte improvvisa di Domenico, avvenuta il 21 febbraio a causa di un peggioramento irreversibile delle sue condizioni cliniche, è stata purtroppo sfruttata da truffatori. Nelle ore successive al lutto, sono comparsi online profili che mostravano la sua foto, un cuore spezzato, la frase “donazioni per funerali” e un IBAN che non appartiene alla famiglia. In poche ore decine di account hanno rilanciato lo stesso appello, cambiando solo il conto corrente, una chiara strategia di charity scam, le truffe di beneficenza che sfruttano tragedie reali per ottenere denaro.
Queste truffe funzionano proprio sulla leva della compassione. I truffatori osservano la cronaca, raccolgono immagini e dettagli dai social o dai media, e in poche ore costruiscono appelli credibili che invitano a donare denaro immediatamente. Spesso il linguaggio è semplice, diretto e persino sgrammaticato, ma efficace: chiedono aiuto per la famiglia o sostengono che “anche un piccolo contributo può fare la differenza”.
La madre di Domenico, Patrizia, ha denunciato pubblicamente la situazione, spiegando che i profili sono falsi e invitando tutti a non prestare attenzione agli appelli circolanti. Ha anticipato che insieme al suo avvocato, Francesco Petruzzi, costituirà presto una fondazione in memoria del figlio per sostenere i bambini in situazioni simili. La famiglia ha già deciso di sporgere denuncia alle autorità competenti.
Riconoscere le raccolte fondi false non è difficile se si osservano alcuni dettagli. I profili fraudolenti sono spesso appena creati, hanno pochi contatti e condividono quasi esclusivamente richieste di donazioni. Mancano riferimenti verificabili alla famiglia, collegamenti a canali ufficiali o conferme da parenti e istituzioni. L’IBAN indicato non appartiene ai familiari e raramente viene spiegato chi sia il titolare del conto. Spesso lo stesso testo dell’appello è copiato su più pagine con minime modifiche, e le richieste insistono sul carattere urgente, sottolineando che “non c’è tempo” o che serve coprire spese immediate.
Difendersi significa rallentare. Prima di inviare denaro, è fondamentale verificare che la raccolta fondi sia autentica, controllare eventuali comunicazioni ufficiali della famiglia e diffidare di post condivisi senza conferma. Evitare di amplificare l’inganno condividendo appelli non verificati è altrettanto importante. Segnalare i profili sospetti alle piattaforme o alle autorità può interrompere la catena della truffa.
Al momento, non esistono raccolte fondi legate a Domenico. La fondazione che verrà costituita dalla famiglia avrà lo scopo di aiutare bambini trapiantabili e vittime di colpa medica, mentre i tentativi di truffa continuano e, purtroppo, alcuni potrebbero avere successo se le persone non prestano attenzione.
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