l'editoriale
Cerca
Omicidio Poggi
04 Marzo 2026 - 07:15
La sera del 12 agosto 2007, poche ore prima dell’omicidio di Chiara Poggi, la giovane e il fidanzato Alberto Stasi si trovavano insieme nella villetta di Garlasco. A quasi vent’anni dai fatti, l’attenzione investigativa si concentra ancora su quell’arco temporale ristretto in cui Chiara rimase sola davanti al computer del compagno.
La difesa di Stasi, condannato in via definitiva, ha depositato una nuova consulenza informatica che ricostruisce nel dettaglio, minuto per minuto, le attività svolte quella sera, sostenendo l’esistenza di un clima sereno tra i due.
Secondo i consulenti della difesa, l’assenza di Stasi dall’abitazione sarebbe durata tra i 13 e i 16 minuti. Il giovane si sarebbe allontanato per rientrare a casa propria e occuparsi del cane, per poi tornare dalla fidanzata e proseguire il lavoro alla tesi fino a poco dopo mezzanotte.
La sequenza temporale ricostruita indica che alle 21:55:58 una vicina chiama il 118 per segnalare un’auto sospetta in sosta. Stasi avrebbe atteso che il veicolo si allontanasse prima di uscire, non prima delle 21:57.
Pochi istanti dopo, alle 21:59:26, Chiara collega una chiavetta USB al computer – operazione che, secondo la difesa, avviene quando il fidanzato è già fuori casa – per scaricare alcune fotografie di un recente viaggio a Londra.
La relazione tecnica descrive così i movimenti del giovane:
30–60 secondi per uscire dalla casa dei Poggi e raggiungere l’auto
5 minuti di percorrenza fino alla propria abitazione
2–4 minuti per entrare nel cortile, sistemare il cane e ripartire
5 minuti per tornare a casa Poggi
30–60 secondi per rientrare
Nel frattempo, Chiara avrebbe lavorato al computer del fidanzato.
La difesa sostiene che tra le 21:58:21 e le 22:09:30 Chiara abbia modificato e ampliato la tesi di laurea di Stasi, effettuando un salvataggio manuale del documento.
Elemento centrale della consulenza è la negazione dell’accesso alla cartella denominata “Immagini/Militare/Nuova cartella”, che conteneva materiale pornografico. Secondo i tecnici di parte, una traccia registrata dal sistema operativo Windows XP sarebbe stata erroneamente interpretata come un accesso umano a quei file, mentre si tratterebbe di un evento automatico generato dal sistema.
Questo punto è cruciale perché, negli anni, è stata avanzata l’ipotesi che Chiara potesse aver scoperto quei contenuti, dando origine a una discussione poi degenerata. Nella sentenza di condanna, tuttavia, i giudici avevano sottolineato come il movente dell’omicidio non fosse stato individuato con certezza, pur evidenziando la presenza sul computer di Stasi di migliaia di immagini pornografiche archiviate in cartelle.
Di segno opposto la relazione presentata dai consulenti della famiglia Poggi. Secondo questa versione:
l’accesso alla cartella “Militare” sarebbe stato effettivamente compiuto da Chiara;
il salvataggio della tesi sarebbe invece avvenuto in automatico, non manualmente.
Due letture tecniche divergenti che riaccendono il confronto su quei minuti chiave.
La Procura di Pavia ha disposto ulteriori approfondimenti nell’ambito della riapertura dell’inchiesta, che vede nuovamente iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio.
Sarà la perizia informatica disposta dagli inquirenti a stabilire quale delle due ricostruzioni sia più attendibile, cercando di chiarire definitivamente cosa accadde davanti a quel computer nella ultima sera insieme di Chiara Poggi e Alberto Stasi.
A distanza di anni, resta proprio quel breve intervallo di tempo – meno di venti minuti – uno dei passaggi più delicati e controversi dell’intera vicenda giudiziaria del delitto di Garlasco.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..