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Artigianato regge, ma rischia: CNA Piemonte chiede più liquidità e scelte coraggiose

Il dato si inserisce nel trend degli ultimi anni, ma resta un elemento strutturale: nell’ultimo decennio perse oltre 128mila imprese

Artigianato regge, ma rischia

Immagine di repertorio

Nel 2025 l’artigianato italiano registra una sostanziale tenuta: secondo i dati diffusi da CNA nazionale risultano oltre 1,23 milioni di imprese attive e un saldo positivo di 187 unità tra iscrizioni e cessazioni. Il dato si inserisce nel trend degli ultimi anni, ma resta un elemento strutturale: nell’ultimo decennio il comparto ha perso oltre 128mila imprese. CNA segnala inoltre una riduzione della mortalità imprenditoriale, interpretata come un rafforzamento della capacità di adattamento delle imprese alle fasi di crisi.

Nel documento di analisi richiamato da CNA, la tenuta viene però collegata alla necessità di politiche economiche e strumenti finanziari adeguati. L’Unione Europea viene indicata come riferimento per mercato unico, regole comuni e stabilità, ma alcune scelte recenti – in particolare politiche monetarie restrittive e un approccio fiscale prudenziale – avrebbero inciso su liquidità e accesso al credito per micro e piccole imprese. Viene citato anche l’impatto delle regole prudenziali bancarie legate agli accordi di Basilea (e relativi aggiornamenti), che hanno aumentato requisiti patrimoniali e criteri standardizzati di valutazione del rischio, rendendo più oneroso il credito per le PMI.

CNA richiama inoltre gli effetti del Green Deal e dell’integrazione dei criteri ESG nei processi di finanziamento: la transizione ambientale è considerata strategica, ma l’associazione evidenzia il rischio di costi di adeguamento più elevati in una fase di liquidità ridotta, se non accompagnati da garanzie pubbliche e fondi dedicati.

Sul piano territoriale, il quadro 2025 vede Nord Est in crescita (+0,2%), Centro in calo (-0,3%), mentre Nord Ovest e Mezzogiorno risultano sostanzialmente stabili. Nel Nord Ovest, la crescita della Lombardia compenserebbe le contrazioni di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria; per il Piemonte viene segnalata una lieve flessione dello stock di imprese artigiane.

Il presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio, afferma: “L’Europa è la cornice necessaria, ma il punto di partenza delle scelte economiche deve essere l’impresa reale. Se la liquidità si riduce e l’accesso al credito diventa più complesso, la capacità di investire e innovare si indebolisce. Serve un cambio di passo”. Tra i temi indicati da CNA c’è anche la modernizzazione della legge quadro sull’artigianato (1985).

Il segretario regionale Delio Zanzottera sottolinea: “Innovazione, digitalizzazione, ricambio generazionale e transizione energetica richiedono capitale”, aggiungendo che senza risorse dedicate e strumenti accessibili “il rischio è che anche le migliori intenzioni restino sulla carta”. CNA Piemonte ribadisce infine la richiesta di scelte di politica economica orientate a rafforzare credito e investimenti per piccole e medie imprese.

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