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Ordinanze anti-botti ignorate

Capodanno, fuochi e petardi nonostante i divieti

Nella notte tra 31 dicembre e 1 gennaio numerosi episodi di botti. Il tema riapre il confronto su controlli e sanzioni

Capodanno, fuochi e petardi nonostante i divieti

Immagine di repertorio

Nonostante le ordinanze anti-botti emanate da diversi sindaci, nella notte di Capodanno sono stati segnalati numerosi fuochi d’artificio e petardi in vari comuni. Allo scoccare della mezzanotte, in molte zone si sono verificati scoppi e lanci di artifici pirotecnici in strade, cortili e aree residenziali, in contrasto con i divieti previsti dalle amministrazioni locali.

Le ordinanze, adottate con l’obiettivo di ridurre rischi per la sicurezza pubblica e limitare disturbo alla quiete, non risultano essere state rispettate in modo uniforme. In diversi casi, i divieti non hanno impedito l’uso di materiale pirotecnico, che è proseguito anche dopo la mezzanotte.

Secondo quanto riportato, uno dei principali punti critici riguarda la difficoltà dei controlli. La gestione dei divieti richiede infatti un monitoraggio capillare del territorio, che durante la notte di Capodanno può risultare complesso. Di conseguenza, in molte aree l’attività di vigilanza non è stata sufficiente a prevenire l’accensione e lo sparo di petardi e fuochi d’artificio.

L’episodio ripropone il dibattito sull’efficacia delle ordinanze e sulla necessità di strumenti più incisivi. Tra le ipotesi discusse nei comuni rientrano un aumento dei controlli nelle ore critiche, l’adozione di sanzioni più severe e una maggiore attenzione alla vendita e all’utilizzo di materiale pirotecnico.

Le amministrazioni locali potrebbero valutare nei prossimi giorni eventuali interventi correttivi, anche in vista delle prossime occasioni in cui si registra un uso diffuso di fuochi d’artificio.

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