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Il caso

Primotecs, la Regione punta sulla cassa integrazione per area di crisi complessa

Chiorino: «Scelta necessaria per tutelare i 157 lavoratori e le loro famiglie»

Primotecs, la Regione punta sulla cassa integrazione per area di crisi complessa

Il tavolo di confronto di oggi al grattacielo della Regione

La Regione Piemonte interviene per tutelare i lavoratori della Primotecs, chiedendo di evitare la cassa integrazione per cessazione e di attivare invece la cassa integrazione per area di crisi complessa. La misura, con un orizzonte temporale fino al 31 dicembre 2026, consentirebbe di guadagnare tempo per trovare soluzioni industriali e accompagnare i lavoratori in percorsi di riqualificazione.

La Primotecs di Avigliana, storica azienda metalmeccanica attiva nel settore automotive, ha annunciato la possibile chiusura dello stabilimento, mettendo a rischio circa 157 lavoratori. La proprietà, controllata dal fondo tedesco Mutares, ha sottolineato la necessità di trovare nuove commesse o un piano industriale per proseguire le attività, suscitando preoccupazione tra sindacati e istituzioni locali. «Abbiamo chiesto ai vertici dell’azienda di farsi parte attiva presso la proprietà per orientarsi verso questa forma di cassa integrazione», ha dichiarato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, al termine del tavolo dedicato alla situazione della Primotecs. «Si tratta di una scelta necessaria per tutelare i 157 lavoratori e le loro famiglie, lavorando senza sconti per garantire il massimo impegno».

Secondo quanto emerso durante il tavolo, la cassa integrazione per area di crisi complessa permetterebbe di operare su due fronti: da un lato, verificare l’interesse di nuovi investitori e realtà industriali già valutate dall’azionista; dall’altro, attivare politiche attive del lavoro, come richiesto dai lavoratori, per accompagnarli in percorsi di formazione e riqualificazione professionale.

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