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Valsusa, lo svincolo è pronto: la Tav riparte dall’Italia tra cantieri e lavoro

Telt annuncia la fine delle opere preparatorie: in Val di Susa attesi oltre 4 mila addetti e nuovi spazi logistici

Chiomonte, lo svincolo è pronto: la Tav riparte dall’Italia tra cantieri, lavoro e promesse di “valore” sul territorio

Oggi 30 gennaio 2026 segna una data spartiacque per la Val di Susa. Con l'apertura dello svincolo autostradale di Chiomonte, la Torino-Lione dichiara chiusa la fase delle "opere preparatorie" per dare il via ai lavori esecutivi sul versante italiano. Lo svincolo non è solo un'opera ingegneristica, ma il cuore logistico che permetterà di gestire in sicurezza il movimento di migliaia di tonnellate di materiali estratti dalle gallerie e il transito delle forze dell'ordine. In parallelo, anche l'autoporto di San Didero è stato completato: nei prossimi mesi diventerà operativo, liberando le aree di Susa necessarie per l'avanzamento del tunnel.

Ma la vera sfida, secondo Manuela Rocca (direttrice aggiunta di Telt), sarà umana e sociale. Il cantiere supererà la quota di 4.000 addetti, con l'ambizione di trasformare la Valle in un polo di formazione d'eccellenza. "Vogliamo creare una nuova generazione di lavoratori specializzati", ha spiegato Rocca, sottolineando come le clausole etiche e di sostenibilità inserite nei contratti debbano garantire che il valore dell'opera resti radicato nel territorio piemontese. Resta ora da vedere come la Valle accoglierà questa nuova, massiccia fase di trasformazione.

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