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l'omicidio di piobesi
13 Febbraio 2026 - 11:20
I carabinieri a Stupinigi, nel riquadro Enrica Bardotti
Il cruciverba al Cafè Garbo di corso Italia. Parole crociate che Enrica Bardotti completava sempre da sola, seduta al tavolino del bar a pochi passi da casa sua. E sempre da sola, Enrica si sedeva al bar per sorseggiare, di tanto in tanto, uno spritz. Vedova da anni, con una sorella di 88 anni e cagionevole di salute a Roma, la signora Enrica trovava nelle parole crociate e nell’aperitivo un po’ di serenità dai problemi. Problemi che la donna aveva con un figlio nullafacente, che l’ha uccisa e seppellita nel bosco per continuare a percepirne indebitamente la pensione. Un figlio che a quanto pare, in passato, l’aveva già malmenata. «Una mia collega aveva visto, in un’occasione, la signora entrare al bar con un occhio nero», le parole di una giovane barista del Cafè Garbo. Dunque, prima dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere, tra Enrica e il figlio Marco Paventi ci sarebbero stati già precedenti di violenze.
Vedova da anni e sola, ma comunque sempre impeccabile. Perché quando Enrica Bardotti si presentava al bar di corso Italia, era sempre ben vestita e truccata. Il cappotto beige, il rossetto sulle labbra. Eppure, in paese pochi conoscevano Enrica Bardotti. Si era trasferita a Piobesi solamente da un paio d’anni, in una casa in affitto in corso Italia angolo via Cernaia, al primo piano. Prima, Enrica Bardotti abitava a Garino.

Una delle poche persone che, a Piobesi, si ricordano della signora, è il parroco del paese, don Daniele Petrosillo. Il giovane prete, 34 anni, da due anni e mezzo è parroco a Piobesi (prima era viceparroco proprio a Garino) e ha rivelato una grande passione della signora ammazzata e poi seppellita nel bosco dal figlio: il canto. «L’ho conosciuta a Garino, veniva a messa. Poi quando sono diventato parroco di Piobesi - ha detto don Petrosillo - vedevo la signora Enrica alla funzione delle 11 del mattino, la domenica. Era una donna di fede, di animo buono e semplice. Cantava nel coro, lo faceva già quando era a Garino e il canto le è sempre piaciuto».
Il parroco ricorda poi l’ultima volta in cui ha visto Enrica Bardotti: «E’ stato durante le feste di Natale. Dopo l’Epifania non l’ho più vista. Quando non veniva in chiesa la incontravo a volte in corso Italia. Non abbiamo mai parlato molto di vicende personali, so che aveva un figlio e che, in passato, ne aveva perso uno. Tuttavia - conclude il don - una volta mi aveva confessato che avrebbe voluto che il suo funerale venisse celebrato a Garino, un posto a cui era molto legata. A Piobesi, probabilmente, non si era ancora integrata perfettamente». Che a Piobesi Enrica non avesse molti amici lo conferma anche il sindaco Fiorenzo Demichelis: «Sia lei che il figlio erano riservati, abitavano qui da poco».
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