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Olimpiadi 2026

Pietro Tranchina, il piemontese che scia per il Marocco e scrive una nuova pagina olimpica

Cresciuto sulle nevi della Val di Susa e formato nei club italiani, il 2003 oggi gareggia ai Giochi di Milano-Cortina con la bandiera marocchina. Una scelta tra radici familiari, ambizione internazionale e sogno

Pietro Tranchina, il piemontese che scia per il Marocco e scrive una nuova pagina olimpica

Tranchina in gara

Mentre l’attenzione dello sport mondiale è puntata sulle gare delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, tra le porte dello slalom gigante c’è anche la storia particolare di Pietro Tranchina. Nato e cresciuto in Piemonte, a Susa, formato nei club italiani e con un nome che richiama la tradizione azzurra, oggi gareggia sotto la bandiera del Marocco.

Classe 2003, origini familiari divise tra Italia e Nord Africa, Tranchina è il primo sciatore marocchino stabilmente inserito nel circuito di Coppa del Mondo di sci alpino. Una scelta maturata nel 2025, al passaggio tra Junior e Senior, quando ha deciso di rappresentare il Paese d’origine della madre. Non solo una questione strategica legata alle opportunità di qualificazione, ma anche un modo per valorizzare un legame personale profondo.

Per ufficializzare il cambio di nazionalità sportiva è stato necessario l’ok del Comitato Olimpico Internazionale. Da quel momento la sua carriera ha preso una direzione nuova, con un calendario internazionale più fitto e il confronto costante con l’élite mondiale.

La sua formazione resta però saldamente piemontese. Cresciuto nello Sci Club Claviere e poi nello Ski Team Cesana, ha mosso i primi passi sulle piste della Val di Susa, affinando tecnica e carattere. Il modello di riferimento? Le imprese di Alberto Tomba, simbolo di uno sci aggressivo e spettacolare che ha segnato un’epoca.

Specialista di slalom gigante, Tranchina ha debuttato in Coppa del Mondo nel gigante di Sölden e ha poi accumulato esperienza su piste iconiche come Adelboden. In Coppa Europa sono arrivati anche i primi punti, segnali concreti di una crescita tecnica costante.

La preparazione è strutturata su tre pilastri: lavoro atletico mirato, allenamenti sulla neve senza una base fissa ma inseguendo le condizioni migliori, e cura dell’aspetto mentale per gestire pressione e aspettative. Un approccio professionale che gli ha già regalato soddisfazioni, come il successo in una gara FIS della South American Cup in Cile, davanti anche a Denni Xhepa, altro talento cresciuto tra le montagne piemontesi ma in gara per un’altra bandiera.

La stagione non è stata lineare, complice qualche problema alla schiena che ne ha condizionato la continuità. Ma il percorso resta orientato verso l’alto: consolidarsi tra i primi trenta al mondo in gigante e ampliare la competitività anche in slalom.

Ora, però, il presente si chiama Milano-Cortina 2026. Gareggiare ai Giochi, sulle montagne di casa, davanti ad amici e familiari, rappresenta un traguardo dal forte valore simbolico. Per il Marocco c’è un posto nel gigante maschile, e Tranchina incarna una nuova pagina dello sci internazionale: quella in cui identità, radici e opportunità si intrecciano.

Dalle piste piemontesi alla scena olimpica con i colori marocchini, la sua storia racconta uno sport sempre più globale. Le bandiere possono cambiare, ma restano intatti la passione per la velocità, la sfida individuale e l’ambizione di misurarsi con i migliori.

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