l'editoriale
Cerca
07 Febbraio 2023 - 07:24
Per molti lettori, Gianduja ha un volto umano: quello di Andrea Flamini. Lo si vedeva al carnevale, al corteo di San Giovanni, in televisione… sempre in abito da Gianduja, al punto da far sorgere la spontanea domanda: dove finiva la maschera e dove iniziava Andrea? Interrogativo che, per molti che lo hanno conosciuto, rimane ancora avvolto nel mistero, in quel bel mistero che solo il teatro sa creare. Era nato il 10 settembre 1928 a Fossano. Il padre, Mario, lavorava in una piccola azienda meccanica a Torino, città ove i Flamini si trasferirono ben presto. Il padre aveva gusti piuttosto raffinati: era un amante dell’arte e delle cose belle, e il piccolo Andrea crebbe con le note del violino del papà, che suonava al teatro Vittorio Emanuele II.
Mario credeva che la musica fosse il pane dell’anima e, per questo motivo, portò il figlio ai concerti che dovevano solleticare in lui l’amore per l’arte. Come spesso accade, se un genitore segue l’educazione e l’istruzione dei figli, questi possono sorprenderlo: così accadde a Mario, perché Andrea, già nella sua più tenera età, dimostrò un vivo interesse per l’arte e, in modo particolare, per la musica e la danza. Si interessò al folklore alpino, affascinato dai balli popolari come quello che vide a sei anni a Fenestrelle, il bal da sabre, la danza delle spade. Ricordò per tutta la vita quel giorno: in quel momento, Andrea Flamini sentì vibrare la sua anima. E, immancabilmente, volle emulare la bella coreografia che aveva visto. Per tutta la vita, le danze popolari rimasero il suo chiodo fisso: nel 1950 entrò a far parte della Compagnia Folkloristica di Viù, dove fu ballerino e direttore del coro. A Torino, però, non esisteva nulla del genere: così, a 28 anni, Andrea Flamini decise di fondare un gruppo di danza e teatro piemontese che chiamò inizialmente Compania Turin an Fior; fu in questa compagnia che conobbe la sua futura moglie, Irma Fenocchio.
Nel 1956 la sua compagnia si aggiudicò il primo premio Maschere Italiane a Venezia, e nel 1957, divenne l’Associassion Piemontèisa, ente che per un sessantennio ha valorizzato la cultura locale. Andrea, fin dall’inizio, vestì i panni di Gianduja, finendo - alla lunga, dopo anni di immedesimazione - a fare un tutt’uno con la sua maschera. Una simbiosi positiva, per il Piemonte: perché è merito di Andrea Flamini se Gianduja non è stato dimenticato, come tanti altri emblemi delle tradizioni popolari. Anzi: egli ne ha fatto un marchio di fabbrica di Torino e del Piemonte, portandolo in tournée in giro per il mondo e rendendo Torino una delle capitali del folklore italiano. Certo, sono passati molti anni da quel 1985, quando egli riuscì ad allestire nel capoluogo subalpino l’Europeade, cioè il grande festival del folklore europeo: una manifestazione riuscitissima, che seguiva a stretto giro i festeggiamenti per il patrono San Giovanni Battista, che fu Flamini a riscoprire rendendo una celebrazione meramente religiosa un grande evento di tradizioni e folclore, con il colorato corteo di San Giovanni e i pani della carità.
In via Vanchiglia 6, sede dell’Associassion Piemontèisa, egli raccolse un numero smisurato di libri sul Piemonte e sulle tradizioni italiane ed europee, insieme a testimonianze audio-visive che costituirono il suo più importante lascito culturale. L’eccessiva immedesimazione di Andrea nei panni di Gianduja portò inevitabilmente a dei problemi di identità: perché anche la Famija Turinèisa, sodalizio ben più antico dell’Associassion Piemontèisa, aveva i suoi Gianduja. E perché Andrea, in fondo, non ne voleva sapere di lasciare il timone e di svestire i panni che gli erano così congeniali. La triste chiusura dell’Associassion nel 2016 precedette la scomparsa di Andrea, il 18 marzo 2017. Una fine silenziosa, discreta; e, a dirla tutta, Andrea deve ancora essere riscoperto e la sua opera giustamente valorizzata.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..