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Sport & Politica
14 Febbraio 2026 - 11:00
Tra i deputati di Fratelli d’Italia c’è una chat vivace e ironica su un tema che ultimamente fa discutere: Claudio Lotito, presidente della Lazio. Lo conferma Riccardo Zucconi, deputato di FdI: «C’è una chat molto scherzosa tra di noi sull’argomento». La conversazione è quella dei soci del Lazio Club Montecitorio, dove siedono tra gli altri Paolo Barelli e Giorgio Mulè di Forza Italia, insieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Amici di Lotito, ora si trovano però un po’ imbarazzati di fronte a una petizione dei tifosi che chiede al presidente di lasciare la guida del club dopo quasi 22 anni, raccolta già oltre 40 mila firme.
Tra chi ha firmato ci sono nomi noti: Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa di Giorgia Meloni, precisa di aver aderito «a titolo personale, da semplice cittadino e tifoso». Ci sono poi l’ex direttore di Rai1 Mauro Mazza, l’attuale responsabile del Day Time di viale Mazzini Angelo Mellone, il vignettista satirico di Porta a Porta Federico Palmaroli (Osho), il referente italiano di Elon Musk Andrea Stroppa, e l’attivista e scrittore Alessandro Di Battista, già portavoce del M5S.
Il gruppo più deciso è pronto ad aderire allo sciopero dei tifosi previsto per domani sera durante la partita Lazio-Atalanta, confermato dalla Curva Nord: nessuno entrerà all’Olimpico, tutti a Ponte Milvio, come accaduto contro il Genoa. Mellone, abbonato ai Distinti Nord, ammette di essere «combattuto»: «Con Osho siamo stati anche in trasferta per seguire la Lazio. Lotito ci aveva fatto vivere entusiasmo e sogni, parlava di “sparuta minoranza” davanti alle critiche, e oggi si ritrova una “abnorme maggioranza” che lo contesta».
Mauro Mazza sottolinea come il rapporto con il presidente sia ormai logorato: «Non si può più tornare indietro, neppure se ci comprasse un nuovo Pelè. Lotito non comprende la vera essenza della Lazio: parla di bilanci e di Nasdaq, ma ignora che al cimitero di Prima Porta riposano Tommaso Maestrelli, Pino Wilson e Giorgio Chinaglia, gli eroi dello scudetto del ‘74. Questa è la Lazio».
Lotito, dal canto suo, adotta un approccio prudente e diplomatico: «Il dissenso è parte della vita e del calcio e va rispettato. La passione è l’anima della Lazio. A volte alcune mie dichiarazioni possono essere interpretate in modo diverso, ma rispondo con i fatti».
Non manca poi il contrattacco: «La prossima settimana presenteremo pubblicamente il progetto già consegnato al Comune per lo stadio Flaminio. A marzo illustreremo “Lazio 2032”, il piano quinquennale di rilancio». Tradotto: non c’è alcuna intenzione di cedere la squadra, nonostante le voci di possibili compratori, come annunciato da Fiorello. Intanto, lo sciopero dei tifosi continua.
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