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La proposta

Riforma delle vacanze scolastiche: tra l'obiettivo turismo e il rischio effetto "forno" in classe

Stop estivo più breve e pause frequenti durante l'anno: vantaggi per il turismo e ostacoli climatici nel dibattito che infiamma il governo e il mondo della scuola

Riforma delle vacanze scolastiche: tra l'obiettivo turismo e il rischio effetto "forno" in classe

Secondo la ministra Santanchè, l'attuale assetto scolastico italiano è un ostacolo alla crescita economica del settore turistico. La sua visione prevede un allineamento graduale ai modelli europei, eliminando la tradizionale interruzione estiva di tre mesi a favore di pause più brevi e frequenti distribuite lungo l'intero anno solare. L'obiettivo dichiarato è combattere l'undertourism, lo scarso afflusso in certi periodi, e spalmare la domanda turistica su dodici mesi, rendendo l'Italia competitiva tutto l'anno.

Nonostante le dichiarazioni della collega, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha prontamente frenato gli entusiasmi, chiarendo che al momento non esiste alcun provvedimento scritto né una valutazione formale in corso. Valditara ha sottolineato come il Ministero sia attualmente impegnato su altre priorità, come la sicurezza nelle scuole e il contrasto alle baby gang. Inoltre, va ricordato un limite normativo fondamentale: la definizione dei calendari scolastici è materia di competenza regionale e di autonomia dei singoli istituti, non una decisione unilaterale del governo centrale.

Uno dei punti più critici riguarda la reale vivibilità delle scuole durante i mesi caldi. Le estati degli ultimi anni hanno registrato temperature record che rendono le aule scolastiche, quasi totalmente prive di impianti di climatizzazione, veri e propri forni.

Tenere studenti e docenti in classe a giugno, luglio o settembre con temperature sopra i 30-35°C è considerato da molti impraticabile senza un piano massiccio di investimenti nell'edilizia scolastica.

Il problema è ancora più sentito nel Sud e nelle Isole, dove il caldo torrido renderebbe la frequenza scolastica estiva un rischio per la salute in assenza di strutture adeguate.

Una voce fuori dal coro è quella del Moige (Movimento Italiano Genitori), che giudica positiva l'idea di Santanchè. Per l'associazione, l'attuale interruzione di tre mesi è dannosa sia per l'apprendimento, perché causerebbe dispersione delle competenze, sia per l'economia familiare, costringendo i genitori a spese insostenibili per la custodia dei figli durante l'estate. Secondo il Moige, una redistribuzione dei 200 giorni di lezione garantirebbe maggiore sostenibilità e continuità formativa.

La discussione sul calendario scolastico resta, per ora, un terreno di scontro ideologico e di annunci. 

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