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Cucina
05 Febbraio 2026 - 20:15
Chiudere un pasto con un grande dolce non è solo una questione di gola: è un vero e proprio rituale. Lo sa bene la Guida Michelin Italia che ha acceso i riflettori sui dessert italiani più celebri e amati nel mondo, simboli di una tradizione capace di attraversare secoli e confini senza perdere fascino.
Dalle ricette storiche alle interpretazioni d’autore, i grandi classici della pasticceria tricolore continuano a conquistare palati internazionali, soprattutto quando vengono proposti nei ristoranti selezionati dalla Guida Rossa.
Tiramisù, l'icona senza tempo
In cima alla classifica dei dolci italiani più amati svetta senza rivali il tiramisù. Nato tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, è diventato un simbolo universale del Made in Italy. Nonostante le infinite rivisitazioni, la versione più apprezzata resta quella tradizionale, con savoiardi, mascarpone, caffè e cacao.
Tra le interpretazioni più interessanti spicca quella del Bib Gourmand 53 Untitled di Roma, dove la chef Cecilia Moro lavora su consistenze e intensità mantenendo intatto lo spirito originale. Più audace la proposta dello stellato Iris di Verona, in cui lo chef Giacomo Sacchetto trasforma il tiramisù in un dessert contemporaneo fatto di bignè, mousse e gelato al cappuccino.
Cassata e cannolo, l'anima dolce della Sicilia
La Sicilia è protagonista con due capolavori di origine araba: cassata e cannolo. Entrambi raccontano una storia fatta di ricotta di pecora, frutta candita, pistacchi e mandorle, ingredienti entrati nella cucina italiana tra Medioevo e Rinascimento.
La cassata, il cui nome deriva dall’arabo quas’at, trova una delle sue versioni più affascinanti a La Forestiera Planeta Estate, struttura premiata con una Chiave Michelin nell’entroterra agrigentino. Il cannolo, invece, conquista con la rilettura firmata da Michelangelo Mammoliti al tristellato Le Rei Natura, dove la tradizione incontra tecnica e leggerezza in una versione elegante e sorprendente.
Babà, sfogliatella e Santa Rosa
La Campania risponde con dolci diventati veri simboli identitari. Il babà al rum, pur avendo origini polacche, è oggi indissolubilmente legato a Napoli. Lo si può gustare in versioni d’autore come il “Pan di babà” proposto da Le Calandre, Reale e Villa Crespi.
Accanto al babà non possono mancare sfogliatella e Santa Rosa, quest’ultima nata nel monastero di Conca dei Marini: un cuore di semolino, ricotta e canditi, avvolto da sfoglia croccante e crema pasticciera.
Gelato, sorbetto e granita
A chiudere la carrellata dei grandi dessert italiani c’è il gelato artigianale, nato nella Firenze rinascimentale e distinto da sorbetto e granita per l’uso del latte. Le versioni a base d’acqua, introdotte dagli Arabi in Sicilia, restano, invece, protagoniste dell’estate mediterranea. Tra i luoghi dove assaggiare quello considerato tra i migliori d’Italia figurano Local a Venezia, Miramonti l’Altro a Concesio e la Trattoria Ai Due Platani, tutti noti per creme raffinate e guarnizioni d’eccellenza.
Dalla tradizione all’alta cucina, i dessert italiani continuano a raccontare una storia di gusto, identità e creatività che il mondo intero non smette di amare.
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