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Collezionismo
08 Febbraio 2026 - 15:30
Il collezionismo olimpico entra nel vivo ancora prima che si accendano i riflettori sui Giochi. Il mercato delle spille olimpiche si è già messo in moto e online, soprattutto su eBay, iniziano a comparire i primi pezzi legati alle Olimpiadi invernali di Milano. Tra spille commemorative, set dedicati alle mascotte ufficiali e badge delle delegazioni nazionali, i prezzi sono per ora relativamente accessibili. Ma, come sempre accade nel mondo del collezionismo, alcune eccezioni fanno già salire le quotazioni.
Tra le proposte più costose spiccano le collezioni ispirate a Flo, una delle piccole mascotte che affiancano i due ermellini Milo e Tina nel design olimpico. Tuttavia, il vero valore delle spille nasce dallo scambio tra atleti, una tradizione radicata ai Giochi: ogni squadra fornisce i propri sportivi di spille da barattare con quelle delle altre nazioni. Un rituale che negli ultimi giorni ha trovato spazio anche sui social, come dimostra un video su TikTok in cui il pattinatore italiano Pietro Sighel mostra la sua collezione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Alcuni modelli sono già diventati oggetto di desiderio, come le famose spille del team olandese raffiguranti due zoccoli uniti da un nastro. Altre sono ancora più rare, pensate per singoli atleti e prodotte in quantità limitatissime. È il caso della spilla dedicata a Jutta Leerdam.
Classe 1998, Jutta Leerdam è una delle stelle più riconoscibili del pattinaggio di velocità. Specialista dei 1.000 metri, vanta numerosi titoli internazionali e un argento olimpico a Pechino 2022. Ma la sua notorietà va ben oltre la pista: sui social conta oltre 5 milioni di follower su Instagram e 2 milioni su TikTok, anche grazie alla relazione con lo youtuber e pugile Jake Paul.
Proprio per questo il team olandese ha deciso di dedicarle una spilla personalizzata. Il soggetto è un cane che ricorda Thor, il golden retriever di Leerdam e Paul, raffigurato con pattini da ghiaccio e una maglietta con la scritta “I love Jutta”. Non si tratta di un pezzo unico: l’atleta ne possiede un piccolo stock da scambiare con altri sportivi, rendendo la spilla rarissima, ma non irripetibile. Resta da capire quale sarà la sua quotazione sul mercato una volta che inizierà a circolare tra i collezionisti.
Il potenziale economico di questi oggetti non è affatto teorico. Sul portale della casa d’aste RR Auction risulta una vendita record: oltre 33.000 euro per una spilla delle Olimpiadi Invernali di Chamonix 1924. Poco sotto, un set di dieci spille provenienti dai Giochi di Sapporo 1972, ulteriore prova di quanto il collezionismo olimpico possa raggiungere cifre da capogiro.
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