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La crisi dell'ex Fiat

Mirafiori, altri 12 mesi di solidarietà per i 200 delle “ex mascherine” (che fruttarano 290 milioni a Fca)

I sindacati chiedono il reinserimento di questi lavoratori nella produzione della Fiat 500 Ibrida

Stellantis, finita la cassa: via gli operai delle mascherine Covid (per cui Fca prese 290 milioni dallo Stato)?

Per una volta in (ex) Fiat, quella di nuovi ammortizzatori sociali è una buona notizia. Quella arrivata oggi è una firma che vale tempo, e forse una chance: a Mirafiori la richiesta di rinnovo per altri dodici mesi dei contratti di solidarietà in deroga per i 200 addetti delle “ex mascherine” è stata siglata. Un atto amministrativo? Sì. Ma per chi, nel cuore della carrozzeria, ha vissuto l’eccezione della pandemia cucendo dispositivi di protezione ed è poi rimasto ai margini della produzione, questo passaggio può essere l’inizio di un ritorno pieno in fabbrica. La Fiat 500 ibrida, attesa come una finestra che si riapre, basterà a riportare tutti al proprio posto lungo la linea?


Questi 200 lavoratori sono delle aree “preassembly & logistic unit” delle Carrozzerie. Si tratta degli addetti noti come “ex mascherine”: durante l’emergenza Covid furono impiegati nella produzione di dispositivi di protezione, spesso perché con capacità lavorative limitate. All'epoca, quella che si chiamava ancora Fca siglò un accordo con il Governo per la produzione di dispositivi sanitari, con i propri spazi a Mirafiori.

I dispositivi, però, destinati in origine a scuole e strutture pubbliche, risultarono di pessima qualità. Fca, però, incassò circa 290 milioni. Passata la pandemia, per i lavoratori non sono mancate difficoltà e ricorso agli ammortizzatori sociali.

Il messaggio della Fiom-Cgil è netto. “Adesso – afferma Gianni Mannori, responsabile per Fiom Cgil – ci aspettiamo che in questo periodo vengano create le condizioni produttive per il reinserimento lavorativo della totalità di questi lavoratori perché non debbano continuare a pagare sulla loro pelle la drammatica riduzione del salario dovuta al ricorso dell’ammortizzatore sociale che oramai li affligge da troppi anni”.

Dalla Fim-Cisl Torino e Canavese, Rocco Cutrí (segretario generale) e Igor Albera (segretario responsabile settore automotive) precisano la rotta operativa: “È previsto l’avvio di interventi formativi obbligatori, finalizzati a rafforzare le competenze professionali e sostenere l’evoluzione organizzativa dell’unità produttiva attraverso il già utilizzato strumento regionale (formazione e integrazione al reddito)”. E ancora: “Le parti hanno inoltre stabilito un monitoraggio costante dell’articolazione delle riduzioni d’orario, con la possibilità di una revisione condivisa qualora emergano nuove esigenze operative”. Un impegno anche sui tempi economici: “Per garantire continuità al sostegno economico dei lavoratori, l’azienda anticiperà il trattamento di integrazione salariale alle consuete scadenze di paga. Sono previste le verifiche di norma sull’utilizzo del contratto di solidarietà. Confidiamo nel rapido completamento dell’iter burocratico”.

"Non vogliamo assistenzialismo per questi lavoratori - dichiara Sergio Di Ruzza della Uilm di Torino -. D'ora in avanti dobbiamo lavorare con l'azienda per trovare una soluzione per questi lavoratori, che può solo essere la ricollocazione".

"L’obiettivo deve essere chiaro: utilizzare questo periodo per creare le condizioni affinché i lavoratori possano tornare a lavorare il più possibile, superando una gestione fondata esclusivamente sugli ammortizzatori sociali" dice Calogero Taormina della Fismic.

La Fiat 500 ibrida potrebbe offrire nuove posizioni anche a chi oggi è in solidarietà? Sarà il modello giusto per riassorbire competenze e persone rimaste ai margini dopo l’eccezione pandemica? La scommessa è che la ripartenza di una linea significhi anche un patto di comunità: portare davvero tutti a bordo, senza lasciare indietro chi ha già pagato in busta paga. Ma i lavoratori in questione, come spiegano sia l'azienda sia i sindacati, sono "anziani" e hanno ridotte capacità lavorative nell'ambito della catena di montaggio. 

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