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Arte

L’Ecce Homo di Antonello da Messina torna in Italia

Lo Stato avrebbe acquistato il capolavoro del Quattrocento prima dell’asta internazionale

L’Ecce Homo di Antonello da Messina torna in Italia

Un’importante operazione culturale potrebbe aver arricchito il patrimonio artistico nazionale. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, lo Stato italiano avrebbe acquisito l’Ecce Homo di Antonello da Messina, uno dei capolavori più significativi del Rinascimento italiano.

L’opera, attribuita al maestro siciliano del Quattrocento, era inizialmente destinata a una vendita all’asta organizzata da Sotheby’s, con una valutazione compresa tra 10 e 15 milioni di dollari. Tuttavia, il dipinto non sarebbe mai arrivato sul mercato: l’Italia avrebbe infatti concluso l’acquisto in trattativa privata, anticipando la competizione internazionale.

L’annuncio e le prime conferme

A rendere pubblica la notizia è stata la Fondazione Federico Zeri di Bologna, che ha comunicato come il dipinto sia ormai proprietà dello Stato italiano. Secondo alcune fonti vicine all’operazione, il prezzo finale dell’acquisizione si aggirerebbe intorno ai 12 milioni di dollari.

Ulteriori conferme sarebbero arrivate anche da Costantino D’Orazio, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e della Pinacoteca Nazionale di Bologna, che avrebbe sottolineato il ruolo decisivo del Ministero della Cultura, capace di muoversi con rapidità in un contesto solitamente complesso come quello delle grandi aste internazionali.

Un acquisto di valore storico

Se ufficializzato, l’ingresso dell’Ecce Homo nelle collezioni pubbliche rappresenterebbe uno dei più rilevanti acquisti recenti del MiC. Le opere di Antonello da Messina disponibili sul mercato sono infatti rarissime: il corpus dell’artista è limitato e gran parte dei suoi dipinti è già custodita in musei statali.

Realizzata intorno al 1470, l’Ecce Homo è un’opera ampiamente studiata, esposta più volte e supportata da una ricca bibliografia critica, elementi che ne rafforzano il valore storico e scientifico.

Un ritorno simbolico

Il possibile rientro in Italia di questo capolavoro non sarebbe soltanto un successo economico, ma anche un forte segnale simbolico: la tutela e la valorizzazione dell’arte italiana come bene collettivo, sottratto alle logiche speculative del mercato globale.

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