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Scadenze
10 Febbraio 2026 - 13:45
Modelli per la dichiarazione dei redditi 2025 pubblicati dall’Agenzia delle Entrate delineano le regole fiscali che ci accompagneranno nel prossimo anno. Il percorso di revisione del sistema tributario e le ultime manovre finanziarie hanno introdotto novità importanti che ogni contribuente dovrebbe iniziare a conoscere per non farsi trovare impreparato.
Per dichiarare i redditi percepiti nel corso del 2025 si utilizzerà il Modello 730/2026. Oltre a essere un obbligo verso l'erario, questo modello è lo strumento fondamentale per ottenere i rimborsi sulle spese sostenute (sanitarie, mutui, istruzione). Le date da segnare sul calendario sono due: 30 aprile, data in cui l'Agenzia delle Entrate renderà disponibile online il modello precompilato, e 30 settembre, termine ultimo per l’invio della dichiarazione, sia essa ordinaria o precompilata.
Una delle novità più significative riguarda il consolidamento dell’Irpef su tre fasce, con un occhio di riguardo per il ceto medio. La nuova struttura prevede: fino a 28.000 euro un'aliquota confermata al 23%, da 28.001 a 50.000 euro l'aliquota scende al 33% (guadagnando due punti percentuali rispetto al precedente 35%) e oltre 50.000 euro l'aliquota al 43%.
Se da un lato l'Irpef si alleggerisce, dall'altro arriva una stretta sulle detrazioni fiscali del 19% per chi guadagna di più. Per i redditi sopra i 75.000 euro, le detrazioni iniziano a ridursi progressivamente, fino a sparire del tutto una volta raggiunti i 100.000 euro. Questa limitazione non tocca però le spese sanitarie e gli interessi sui mutui, che rimangono pienamente detraibili per tutti.
Il sistema dei familiari a carico è ormai stabilmente integrato con l'Assegno Unico. Per considerare un familiare a carico, il suo reddito annuo non deve superare: 4.000 euro per i figli fino a 24 anni e 2.840,51 euro per chi ha più di 24 anni o per altri familiari (coniuge, genitori, fratelli).
Sotto i 21 anni non c'è più la detrazione fiscale (sostituita dall’Assegno Unico), ma è fondamentale indicarli comunque nel quadro dei familiari a carico per poter recuperare il 19% delle spese sostenute per loro (istruzione, sport, medici, trasporti).
Sopra i 21 anni torna la detrazione fiscale, ma l'importo teorico di 950 euro cala man mano che il reddito del genitore aumenta, annullandosi oltre i 95.000 euro.
Anche se non si percepisce la detrazione fissa per i figli piccoli, è possibile recuperare il 19% su diverse voci di spesa (spesso entro tetti massimi, come i 210 euro per lo sport). Tra le principali figurano spese mediche e farmaceutiche, costi per l'istruzione (dall'asilo all'università), abbonamenti ai trasporti pubblici e attività sportive per ragazzi tra i 5 e i 18 anni.
I dati dell'Agenzia delle Entrate mostrano che i contribuenti sono sempre più autonomi: chi presenta la dichiarazione da solo è passato da 4,8 a 5,7 milioni. La modalità semplificata piace sempre di più, tanto da essere stata scelta dal 58% degli utenti nell'ultima tornata dichiarativa. Sebbene Caf e professionisti restino il punto di riferimento per molti, la tecnologia sta rendendo l'adempimento fiscale un processo sempre più accessibile.
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