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Economia
11 Febbraio 2026 - 13:40
L’euro digitale si avvicina sempre di più a entrare nella vita quotidiana dei cittadini dell’Unione Europea. Si tratta di una forma di moneta elettronica, diversa dalle criptovalute, che consentirebbe di effettuare pagamenti online e di persona, sia nei negozi sia tra privati, tramite un’app dedicata. La particolarità è che questi pagamenti non dipenderebbero da circuiti privati internazionali come Visa o Mastercard.
L’euro digitale manterrà un valore stabile, identico a quello degli euro cartacei, garantito dalla Banca Centrale Europea (BCE). Sarà una moneta a corso legale, obbligatoria da accettare, utilizzabile anche senza connessione a Internet. Potrà essere impiegato per gli acquisti su siti web, nei negozi fisici e negli scambi tra persone, senza sostituire i contanti.
L’obiettivo principale è ridurre la dipendenza dai circuiti americani, dato che oggi due terzi dei pagamenti elettronici in Europa passano attraverso sistemi esteri. In Italia esiste il circuito Bancomat, ma in 13 Paesi dell’Eurozona non ci sono alternative nazionali. Ciò significa che un’interruzione dei servizi di Visa o Mastercard, seppur improbabile, potrebbe rendere impossibili i pagamenti elettronici.
Il progetto dell’euro digitale è in sviluppo da anni, ma dal 2021 la BCE ha iniziato a lavorarci concretamente. La Commissione Europea e il Consiglio UE hanno già dato il via libera, mentre il Parlamento Europeo ha approvato recentemente due risoluzioni importanti, sottolineando l’intenzione di procedere senza compromessi.
Se il voto definitivo arriverà entro la fine del 2026, la BCE potrebbe iniziare a emettere l’euro digitale già nel 2029, rendendolo disponibile a tutti i cittadini europei.
I dettagli sull’uso dell’euro digitale sono ancora da definire, ma si prevedono alcune modalità principali:
Pagamenti tramite app dedicata, carta o la solita app bancaria.
Apertura di un conto in euro digitali, presso banca o Poste Italiane. Il conto si ricarica da quello corrente o con contanti.
Sarà possibile pagare somme superiori al saldo in euro digitali: la differenza sarà prelevata dal conto tradizionale.
Un punto cruciale è che non sarà possibile accumulare grandi quantità di euro digitali: il tetto massimo ipotizzato va da 1.000 a 3.000 euro a persona, per evitare che la moneta diventi uno strumento di deposito anziché di pagamento.
Per i commercianti, i fondi ricevuti in euro digitali saranno trasferiti subito sul conto ordinario, e le commissioni sui pagamenti saranno definite in futuro, cercando di restare competitive rispetto ai circuiti attuali.
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