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la qualità e il benessere
11 Febbraio 2026 - 11:25
Se vi state chiedendo quale catena di ristorazione sia la più etica nel nostro Paese, la risposta potrebbe sorprendervi. Secondo l'ultimo report europeo The Pecking Order 2026, che analizza il benessere dei polli nelle filiere dei giganti del cibo, l’Italia è il fanalino di coda d'Europa, posizionandosi al penultimo posto a pari merito con la Polonia. L'analisi condotta da Essere Animali su colossi come Autogrill, Burger King, Ikea, Kfc, McDonald’s, Starbucks e Subway rivela una realtà amara: nel nostro territorio, solo Ikea ha preso impegni concreti e pubblici per migliorare le condizioni di vita degli animali, mentre tutti gli altri marchi segnano il passo rispetto ai colleghi stranieri.
Mentre nazioni come Francia, Svezia e Danimarca corrono verso standard più elevati, l'Italia resta ferma a un punteggio del 16%, contro il 42% dei leader francesi. Il report accende un faro particolare sul caso KFC: se nel resto d'Europa il colosso del pollo fritto ha adottato misure etiche, in Italia si registra un preoccupante doppio standard. Qui l'azienda non ha sottoscritto lo European Chicken Commitment e, anzi, ha ridotto drasticamente l'uso di razze a crescita lenta, con un conseguente aumento della mortalità negli allevamenti e dell'uso di antibiotici.
Questa situazione non riguarda solo l'etica, ma ha riflessi diretti sulla qualità di ciò che mangiamo. I polli a crescita rapida, impiegati nel 90% degli allevamenti intensivi italiani, sono infatti soggetti a miopatie come il white striping, ovvero le striature bianche nel petto di pollo che ne segnalano la scarsa qualità nutrizionale. Mentre i consumatori chiedono maggiore trasparenza, i fast food in Italia sembrano ignorare il cambiamento, restando ancorati a modelli produttivi che il resto d'Europa sta progressivamente abbandonando.
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