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Il caso
11 Febbraio 2026 - 21:30
Dopo mesi di riserbo, Marina Berlusconi interviene pubblicamente sulla controversia che coinvolge Fabrizio Corona e il suo format online. In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’imprenditrice ha commentato per la prima volta la vicenda giudiziaria che vede contrapposti il gruppo di famiglia e l’ex fotografo dei vip.
Secondo quanto dichiarato, le recenti puntate del format di Corona sarebbero state visionate controvoglia: “Mi hanno costretto a guardarne una”, avrebbe affermato, definendola senza mezzi termini “oltre che falsissima, davvero noiosissima”. Parole nette, che segnano una presa di posizione chiara rispetto alle accuse e alle ricostruzioni circolate negli ultimi mesi.
La questione è ora affidata ai legali. “Se ne stanno occupando i nostri avvocati”, ha tagliato corto Marina Berlusconi, confermando l’intenzione di proseguire nelle sedi opportune. Sul tavolo c’è una causa da 160 milioni di euro, promossa da un gruppo che comprende, oltre a Pier Silvio Berlusconi, anche volti noti della televisione come Maria De Filippi, Gerry Scotti, Ilary Blasi, Silvia Toffanin e Samira Lui.
Il contenzioso ruota attorno ai contenuti diffusi nel format “Falsissimo”, che avrebbe leso l’immagine e gli interessi dei soggetti coinvolti. La vicenda approderà in tribunale nei prossimi mesi, quando si inizierà a delineare il percorso giudiziario di una delle dispute mediatiche più discusse dell’ultimo periodo.
Nel frattempo, Corona continua a rilanciare nuove puntate sui propri canali, riattivati ciclicamente. Una strategia che mantiene alta l’attenzione pubblica mentre si attende l’esito delle aule di giustizia.
Nell’intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi ha anche tracciato un quadro positivo delle realtà imprenditoriali di famiglia, sottolineando la solidità di Mondadori, i risultati di Mediolanum e le performance di Mediaset, guidata dal fratello Pier Silvio.
Ma sul caso Corona, nessuna ulteriore apertura: la linea resta quella del confronto legale, senza ulteriori repliche pubbliche.
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