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le feste
12 Febbraio 2026 - 14:35
Oggi è giovedì 12 febbraio 2026 e siamo ufficialmente nel cuore del giovedì grasso. Ma perché usiamo questo aggettivo così esplicito? La ragione è prima di tutto gastronomica. Il termine deriva dalla tradizione cattolica: prima del periodo di penitenza della Quaresima, che inizia con il Mercoledì delle Ceneri, era usanza consumare tutti i cibi più ricchi rimasti in dispensa, specialmente la carne e i grassi animali. Il nome stesso "Carnevale" deriva infatti dal latino carnem levare, ovvero "eliminare la carne".
Le radici della festa sono però molto più antiche del cristianesimo. Già nell'antica Roma e nella Grecia classica esistevano celebrazioni come i Saturnali o le feste dionisiache. In queste occasioni, l'ordine sociale veniva ribaltato: ci si mascherava per diventare qualcun altro e, soprattutto, si organizzavano grandi banchetti collettivi dove ogni classe sociale poteva mangiare a sazietà. Questa eredità pagana è sopravvissuta nei secoli, trasformando il martedì grasso nell'ultimo giorno di eccessi prima del rigore pasquale.
In Italia, ogni regione celebra queste date con ricette specifiche. Se in Piemonte domina la storica fagiolata, a Catania si gusta la "pasta a cinque buchi" e a Venezia le immancabili fritole. Questo legame con il cibo è così stretto perché il periodo del Carnevale coincideva storicamente con l'uccisione del maiale, rendendo disponibili carni e insaccati in abbondanza.
Molti si chiedono perché il Carnevale cambi data ogni anno. La risposta sta nella Pasqua: seguendo il ciclo della luna, la Pasqua cade sempre la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Contando a ritroso 46 giorni, si ottiene il Mercoledì delle Ceneri e, di conseguenza, il martedì precedente. Esiste però un'eccezione famosa: il Carnevale Ambrosiano di Milano, che si allunga fino al sabato successivo. La leggenda vuole che Sant'Ambrogio, di ritorno da un viaggio, chiese alla città di aspettarlo per iniziare la Quaresima, regalando così ai milanesi quattro giorni in più di festa.
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