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Turismo
14 Febbraio 2026 - 15:50
Airbnb sta trasformando radicalmente il suo servizio clienti grazie all’intelligenza artificiale. La piattaforma ha già delegato circa un terzo delle richieste in Nord America a un assistente virtuale interno e punta a estendere questa soluzione in tutto il mondo. L’obiettivo è integrare l’IA in ogni fase del viaggio, dalla pianificazione della vacanza fino al checkout.
Per chi viaggia, problemi last minute con prenotazioni, richieste urgenti o cambi di programma sono all’ordine del giorno. Per affrontare queste situazioni, Airbnb sta rendendo l’intelligenza artificiale un elemento centrale del supporto agli utenti. Oltre agli Stati Uniti e al Canada, l’azienda prevede di estendere gradualmente l’uso dell’agente virtuale anche in altre regioni.
Secondo Brian Chesky, CEO di Airbnb, l’automazione non serve solo a ridurre i costi operativi, ma a migliorare la qualità del servizio. “L’IA ci permetterà di risolvere problemi più velocemente e con maggiore precisione rispetto al personale umano”, ha dichiarato Chesky, sottolineando la volontà di creare un’esperienza “AI-native”, in cui l’app non si limita più a mostrare alloggi, ma conosce e anticipa le esigenze degli utenti.
Il cuore del progetto è costituito dai dati unici della piattaforma: più di 200 milioni di profili verificati e circa 500 milioni di recensioni raccolte nel tempo. A differenza dei chatbot generici, il sistema di Airbnb può interagire direttamente con host e viaggiatori, comprendendo le dinamiche della piattaforma. Ad esempio, il 90% degli ospiti invia messaggi ai proprietari prima di prenotare; l’IA utilizza queste informazioni per fornire risposte più precise e contestualizzate.
L’intento non è sostituire l’app attuale, ma arricchirla con strati di intelligenza artificiale che rendano la comunicazione più fluida. Tra i test in corso c’è anche un sistema di linguaggio naturale che consente agli utenti di fare domande su destinazioni e strutture come se parlassero con un assistente umano. Per ora la funzione è attiva solo su una piccola parte del traffico, ma Airbnb prevede di estenderla progressivamente a tutte le fasi del viaggio.
Ahmad Al-Dahle, nuovo CTO dell’azienda, guiderà la rivoluzione digitale. Con esperienze passate in Apple e Meta, dove ha lavorato su modelli linguistici avanzati, Al-Dahle è considerato uno dei principali esperti globali di AI. Il suo compito sarà trasformare l’app in un assistente capace di supportare l’intero percorso di viaggio, aiutare gli host a gestire le proprietà e ottimizzare le operazioni aziendali.
Dopo diciotto anni di sviluppo e oltre 100 miliardi di dollari gestiti in pagamenti, Airbnb punta a un futuro in cui l’assistenza clienti diventa un dialogo continuo tra utenti e algoritmi, ridefinendo il modo di prenotare e vivere l’esperienza di viaggio.
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