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I dati
18 Febbraio 2026 - 07:00
Il 2026 si apre con segnali incoraggianti per il turismo italiano, che nei primi quattro mesi dell’anno registra un tasso medio di occupazione vicino al 50%. A sostenere la domanda sono soprattutto i visitatori stranieri, in particolare provenienti da Germania, Francia e Svizzera, oltre all’impatto dei grandi eventi internazionali in programma nel Paese.
Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo di Isnart per Unioncamere ed Enit, dopo un 2025 caratterizzato da una stabilizzazione con circa il 60% delle camere occupate, il nuovo anno conferma una dinamica positiva, trainata da visibilità internazionale e prenotazioni anticipate.
Due appuntamenti stanno giocando un ruolo decisivo: il Giubileo e le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
Nel Lazio, metà degli operatori turistici segnala un incremento della clientela legato all’Anno Santo. Benefici si registrano anche in Marche e Umbria, dove circa il 30% delle imprese rileva un aumento dei flussi grazie all’indotto dell’evento religioso.
Per quanto riguarda le Olimpiadi, le prime proiezioni parlano di occupazione alberghiera tra il 70% e l’85% nel mese di febbraio, con prenotazioni già confermate al 60% per i mesi successivi. Un segnale che dimostra come i grandi eventi abbiano effetti che si estendono oltre la loro durata, rafforzando il posizionamento internazionale delle destinazioni italiane.
Secondo Isnart ed Enit, chi visita l’Italia per un evento globale tende spesso a tornare negli anni seguenti per esplorare altre aree del Paese, generando un impatto positivo di medio-lungo periodo.
Le stime del Ministero del Turismo indicano oltre 100 milioni di presenze nei primi quattro mesi del 2026. Già il 40% delle imprese coinvolte nell’organizzazione di Milano-Cortina segnala un aumento di visibilità e opportunità commerciali.
Guardando ai numeri complessivi, nel 2025 si sono registrate 891 milioni di presenze, con un impatto economico pari a 108,8 miliardi di euro. La componente estera pesa per il 48% del totale, equivalente a 431 milioni di presenze.
La spesa dei turisti internazionali, stimata in circa 60 miliardi di euro, si concentra soprattutto su:
Ristorazione
Prodotti tipici
Patrimonio culturale
Esperienze immersive
La cultura si conferma il primo driver di scelta per il 45% dei visitatori. Seguono enogastronomia (20%) e turismo outdoor, in crescita soprattutto nelle aree montane.
Un dato interessante riguarda l’innovazione: circa il 20% dei turisti stranieri utilizza strumenti di intelligenza artificiale per pianificare itinerari, prenotazioni e attività.
Durante le festività natalizie si sono contati 5,9 milioni di arrivi, di cui 2,3 milioni dall’estero, con incrementi significativi nel Lazio, in Umbria e nelle località alpine.
Anche il comparto delle locazioni brevi mostra segnali di espansione: tra marzo e giugno si registrano 6,7 milioni di notti prenotate su Airbnb, a cui si aggiungono ulteriori 4 milioni per luglio e agosto 2026, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.
L’insieme di grandi eventi, domanda estera, investimenti territoriali e innovazione digitale sta contribuendo a rafforzare la competitività del sistema turistico nazionale.
Il 2026 si prospetta quindi come un anno chiave per consolidare l’Italia tra le destinazioni più attrattive a livello europeo e globale, con benefici che potrebbero estendersi ben oltre l’orizzonte immediato degli eventi in calendario.
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