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Curiosità
19 Febbraio 2026 - 21:30
Nel cuore della provincia di Asti, a metà strada tra Langhe e Monferrato, si trova Cortandone, un minuscolo comune immerso tra boschi, noccioleti e campi coltivati. Un paese agricolo, raccolto attorno a un piccolo nucleo di case ai piedi di un dosso, con il territorio punteggiato da cascine e cantine dove si producono vini e prodotti di eccellenza.
Ma Cortandone non è solo natura e tradizione contadina. È conosciuto anche come il paese delle Masche, figure misteriose che da secoli fanno parte dell’immaginario piemontese.
Leggenda o realtà? Le Masche appartengono alla tradizione popolare del Piemonte. C’è chi le descrive come donne anziane e malandate, chi invece le immagina giovani e affascinanti, talvolta benevole, altre volte temibili. Accanto a loro compaiono più raramente i Mascun, stregoni altrettanto potenti.
Secondo la credenza, ogni Masca o Mascun avrebbe un legame diretto con il demonio, custodito in un libro dei comandi tramandato nel tempo e nascosto, forse, proprio nei boschi che circondano Cortandone. Le Masche sarebbero capaci di incantesimi, trasformazioni e riti misteriosi, tanto da influenzare clima, raccolti e vita delle comunità.
L’origine di questa tradizione non è certa: si pensa a radici celtiche o druidiche, sopravvissute nei secoli attraverso racconti e superstizioni. Durante l’Inquisizione molte presunte masche piemontesi finirono sul rogo, ma la credenza non si è mai spenta del tutto.
Le prime tracce scritte di Cortandone risalgono all’896, quando viene citata come “Villa Curtendoni”. Il toponimo sembra avere origini longobarde. Nel tempo il territorio passò dai signori di Riva alla famiglia Montiglio, fino a entrare nei possedimenti legati a Valentina Visconti dopo il matrimonio con il duca d’Orléans.
Nel Cinquecento Cortandone divenne proprietà della famiglia Broglia. Le fonti storiche, tuttavia, restano frammentarie. Si sa dell’esistenza di un castello, oggi quasi completamente scomparso, acquistato nel 1856 dalle famiglie Bagna e Brosio.
Tra gli edifici religiosi spiccano la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate, il Santuario di San Salvatore, la Cappella di San Carlo e la Chiesa di San Grato.
La Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate, in stile barocco e risalente al Seicento, presenta una facciata in mattoni a vista. All’interno custodisce decorazioni dei primi anni del Novecento realizzate da Giovanni Lamberti e da Luigi Morgari, autore delle raffigurazioni dei Quattro Evangelisti e di Sant’Antonio Abate sulla volta.
Accanto al sagrato sono ancora visibili i ruderi dell’antico castello, danneggiato dalle truppe francesi nel XVIII secolo e demolito a metà Ottocento.
Percorrendo la strada alla destra della parrocchiale si raggiunge la Chiesetta di San Carlo, oggi immersa nel bosco e ritenuta, secondo la tradizione, luogo di ritrovo delle Masche.
Nella frazione Campia si trovano la Chiesa di San Grato, ricostruita nel 1863 grazie al contributo della popolazione, una panchina gigante del Big Bench Project e un murales inaugurato nell’ottobre 2021 dall’artista Roberto Collodoro, raffigurante una conchiglia come simbolo di unione tra le persone e le stagioni della vita.
Cortandone fa parte della Comunità Collinare Valtriversa, nata nel 2000 per valorizzare i territori attraversati dal torrente Triversa. Per la sua posizione, il paese rappresenta un ottimo punto di partenza per esplorare Langhe e Monferrato, tra cantine, percorsi escursionistici e itinerari enogastronomici.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è la Serata delle Masche, passeggiata organizzata a settembre tra boschi e tradizioni locali con canti, musiche e degustazioni. Nei fine settimana di novembre, invece, la Pro Loco propone eventi dedicati alla Bagna Cauda, con pranzi, cene e momenti di intrattenimento.
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