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Salute e prevenzione
26 Febbraio 2026 - 22:55
I cibi ultra-processati non sono semplicemente alimenti industriali, ma veri e propri prodotti ingegnerizzati per creare dipendenza, con effetti sulla salute pubblica simili a quelli del fumo. A evidenziarlo è uno studio condotto da ricercatori dell’University of Michigan, della Duke University e della Harvard University, pubblicato sulla rivista Milbank Quarterly.
Questi alimenti contengono additivi, zuccheri, sale e grassi in quantità elevate e sono spesso pochi nutrienti e altamente calorici. Tra gli esempi più comuni troviamo:
Snack confezionati
Bibite zuccherate
Piatti pronti industriali
Pane in cassetta e cereali glassati
Secondo gli autori dello studio, i cibi ultra-processati condividono più caratteristiche con le sigarette che con frutta e verdura. Entrambi sono progettati per stimolare il consumo e mantenere l’utente “agganciato” al prodotto.
Lo studio sottolinea come le industrie alimentari e del tabacco utilizzino tecniche simili per aumentare l’attrattiva del prodotto, eludere la regolamentazione e manipolare la percezione del consumatore. Alcune strategie includono:
Ottimizzazione del dosaggio
Aggiunta di additivi e aromi
Gratificazione rapida e ripetuta
Healthwashing, cioè messaggi come “a basso contenuto di grassi” o “senza zucchero” che creano l’illusione di un prodotto sano
Questi metodi di marketing, analoghi a quelli usati per le sigarette negli anni ‘50, non offrono reali benefici alla salute e contribuiscono a incrementare la dipendenza dai cibi ultra-processati.
I dati mostrano che il consumo di alimenti ultra-processati è correlato a:
Malattie cardiache
Tumori
Morte prematura
In pratica, gli effetti negativi sulla salute sono simili a quelli del fumo di sigaretta, evidenziando la necessità di intervenire a livello regolatorio.
Gli studiosi suggeriscono di trattare i cibi ultra-processati con la stessa attenzione riservata al tabacco, attraverso:
Restrizioni di marketing
Migliore etichettatura nutrizionale
Tasse o limiti di vendita in scuole e ospedali
L’obiettivo è spostare la responsabilità dal singolo consumatore all’industria, riducendo l’impatto sulla salute pubblica.
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