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Tutela per i fragili
09 Gennaio 2026 - 14:11
Fragilità personali, tutela giuridica e gestione dei patrimoni in assenza di eredi sono ambiti delicati in cui il diritto svolge una funzione essenziale di protezione. Amministrazione di sostegno, interdizioni ed eredità giacenti sono strumenti spesso poco conosciuti, ma fondamentali per garantire assistenza e continuità. Ne parliamo con l’avvocato Francesca Copelli, con studio in corso Francia 339 a Torino, che dal 2012 si occupa in modo specifico di queste materie ed è iscritta nelle liste dei curatori di diversi tribunali del Piemonte e della Lombardia.
Avvocato Copelli, partiamo dal suo percorso professionale.
Ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense il 26 novembre 2009. Dal 2012 mi occupo in modo prevalente di amministrazioni di sostegno, interdizioni ed eredità giacenti, ambiti nei quali collaboro stabilmente con diversi tribunali.
Che cos’è l’amministrazione di sostegno?
È un istituto giuridico introdotto nel 2004 per supportare persone fragili, anche solo temporaneamente. Non riguarda l’incapace di intendere e di volere né l’inabilitato: il soggetto mantiene le proprie capacità e viene affiancato da una figura di supporto nominata dal giudice.
In quali casi viene applicata?
Può riguardare, ad esempio, un anziano che non riesce più a gestire autonomamente le proprie risorse o una persona colpita da un ictus con menomazioni temporanee. Il giudice emette un decreto “su misura”, calibrato sulle reali esigenze del caso.
Chi può svolgere il ruolo di amministratore di sostegno?
Può essere anche un familiare e spesso è la stessa persona interessata a indicarlo. Tuttavia è consigliabile affidarsi a un professionista, perché la gestione patrimoniale e le pratiche burocratiche possono essere complesse.
È previsto un compenso?
Non è corretto parlare di gratuità automatica: è il giudice a stabilire, caso per caso, un eventuale equo indennizzo per l’incarico svolto.
Cosa cambia invece con l’interdizione?
L’interdizione riguarda soggetti totalmente incapaci di intendere e di volere. In questo caso la tutela è completa e la persona non può scegliere il proprio tutore.
Veniamo alle eredità giacenti: quando si configurano?
Un’eredità è considerata giacente quando il chiamato all’eredità non ha ancora accettato e non è nel possesso dei beni ereditari. In questi casi il Tribunale nomina un curatore per garantire la tutela e l’amministrazione del patrimonio.
Chi può richiederne l’apertura?
Possono farlo i creditori del defunto, i legatari, i chiamati all’eredità che non sono nel possesso dei beni, il pubblico ministero o chiunque subisca un pregiudizio, ad esempio chi aveva una causa pendente con il defunto. Se non emergono eredi o se questi rinunciano, il patrimonio viene devoluto allo Stato.
Si occupa anche delle pratiche successorie?
Sì, seguo l’inoltro delle dichiarazioni di successione e tutte le pratiche collegate.
Elisabetta Lugli
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