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LA POLITICA
20 Aprile 2024 - 12:10
Giuseppe Conte e Sarah Disabato
Via alla campagna elettorale di Giuseppe Conte per il Piemonte. Niente «acchiappa voti», «transfughi» da altri partiti o «mani tese da parte di capibastone». E se il risultato delle urne non sarà esaltante, poco importa. «Noi non abbiamo mai accettato pacchetti di voti». Lo dice chiaro e tondo il leader dei Cinque Stelle, questa mattina a Settimo Torinese per lanciare la campagna elettorale della candidata presidente per il Piemonte Sarah Disabato, al MoVifest. «L’aspettativa qui è di avere un grandissimo riscontro da parte dei cittadini» risponde Conte, a chi gli chiede un pronostico in vista del voto di giugno. Un ottimismo che sembra scontrarsi con il risultato degli ultimi sondaggi elettorali, che danno in calo il gradimento del Movimento Cinque Stelle a livello nazionale. «Notoriamente io non commissioni sondaggi» risponde Conte ai cronisti leggermente piccato. «Come non ci esaltiamo quando ci accreditano in superamento di altre forze politiche, o comunque in avanzamento; così pure non ci preoccupiamo quando ci sono lievi flessioni. Peraltro stiamo parlando di piccoli scarti» aggiunge. «L’importante per noi è una traiettoria politica».
Sul contenuto della proposta Cinque Stelle interviene Disabato, rimarcando i temi principali che accompagneranno la sua campagna elettorale contro Gianna Pentenero (centrosinistra) e Alberto Cirio (centrodestra): «Sanità, trasporto pubblico e difesa dell’ambiente sono battaglie identitarie del Movimento da sempre» spiega, in attesa di Conte.
Chiuse da pochi giorni le autocandidature, il Movimento Cinque Stelle non ha ancora reso noti i nomi delle liste. «Il rigore nella formazione delle liste ci impone di non prendere transfughi e acchiappa voti. E di rifiutare assolutamente qualsiasi mano allungata da qualche capobastone - spiega ancora l’Avvocato del Popolo come lo chiamano i suoi -. Chiaramente partiamo da una posizione di svantaggio. Però spetta ai cittadini riconoscere se tengono a questi valori, a questi principi e farci recuperare questo svantaggio iniziale” conclude il leader dei Cinque Stelle e poi si concede a selfie e autografi tra le bancarelle del festival, prima di sedersi a tavola con gli attivisti.
Pnrr: 600 milioni di truffe
Sul Pnrr poi Conte non risparmia un affondo nei confronti del governo di Giorgia Meloni. "Siamo preoccupati. E' miope un governo che ha voluto rimuovere i controlli, pensando di poter accelerare nell'attuazione. Sta allestendo una mangiatoia per comitati di affari, infiltrazioni di ogni tipo, anche mafiose. Abbiamo già il riscontro di 600 milioni di truffe nel Pnrr dovute a indagini sollecitate dalla procura europea. L'86% di queste indagini riguardano l'Italia, dobbiamo evitare che gli italiani che hanno avuto la fiducia di tutta l'Europa diventino nell'immagine che potrebbe diffondersi i truffatori d'Europa". E ancora: "Questo governo deve accettare i controlli, anzi li deve rafforzare senza rallentare il processo di attuazione del Pnrr".
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