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Automotive & Politica
17 Dicembre 2025 - 08:40
Iveco si dice pronta a illustrare ai sindacati il nuovo piano strategico a inizio anno. Ma Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr chiedono di più: un confronto diretto con Tata Motors, il futuro acquirente, e risposte puntuali del governo sulla Golden power. È il quadro emerso ieri al tavolo convocato al Mimit, a Roma, con il ministro Adolfo Urso.
Ciò che sfugge, però, è l'improbabilità di un ricorso al Golden Power: e in teoria lo sanno bene al ministero e tra i sindacati. La cessione di Iveco a Tata fa parte del piano con cui Exor ha ceduto la divisione Defence di Iveco a Leonardo, che è per l'80% del Ministero dell'Economia. Sono due cessioni inscindibili, che insieme costituiscono anche il valore finanziario dell'operazione (quasi 5 miliardi per gli Agnelli/Elkann). E il governo dovrebbe ricorrere a uno strumento che potrebbe bloccare anche l'acquisizione di un asset strategico da parte di una sua controllata?
Il governo ha comunque assicurato la volontà di facilitare un incontro con Tata e di vigilare sugli interessi nazionali, ma resta l’attesa per indicazioni puntuali e verificabili.
Gli scenari per Iveco e l'indotto
La partita riguarda non solo le linee produttive dei veicoli industriali, ma anche l’indotto e le competenze del settore. La richiesta di un confronto trilaterale tra istituzioni, attuale proprietà e potenziale acquirente punta a fissare paletti chiari: tempi, piani di investimento, garanzie su siti e occupazione, strategie su elettrificazione, connettività e motori a basse emissioni. Nel frattempo, i sindacati confermano la disponibilità a proseguire il lavoro con Iveco sul piano strategico, mantenendo alta la pressione perché la controparte indiana chiarisca perimetro e tempi dei propri impegni, dopo che nei mesi scorsi aveva garantito il mantenimento dei livelli occupazionali per almeno due anni.
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