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Da John Elkann a Flavio Briatore, i segreti dei Vip rubati all'esperto di Report

Il caso di Giangaetano Bellavia: rinvio a giudizio per la ex collaboratrice e un milione di file sottratti

Il caso Bellavia: ex collaboratrice a giudizio, spuntano milioni di file e un promemoria fantasma

Ci sono anche i nomi di John Elkann, Matteo Renzi e altri in una vicenda giudiziaria che intreccia studi professionali, tv d’inchiesta e archivi digitali sterminati. La Procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio, con citazione diretta, di una ex collaboratrice del commercialista milanese Giangaetano Bellavia per presunto accesso abusivo al sistema informatico dello studio e copia massiva di documenti. Sullo sfondo, un promemoria senza firma entrato negli atti e un confronto tra le parti che, al netto delle accuse, lascia intravedere la possibilità di una composizione.


Chi è Bellavia
Figura nota nelle indagini sulla criminalità economica, Bellavia è da anni consulente di procure in mezza Italia e volto ricorrente nei programmi di inchiesta televisiva, da Report su Rai3 a format analoghi. Suoi, per esempio, sono gli interventi nella trasmissioni di Sigfrido Ranucci sull'Eredità Agnelli e sulla composizione della società semplice Dicembre, che governa l'intero impero degli Elkann.

Ma anche su AirBnb e altri temi affrontati per esempio nelle trasmissioni di La7.



L’accusa
Secondo l’ipotesi della Procura, come riferisce il Corriere della Sera, tra il 18 giugno e il 25 settembre 2024 l’ex professionista avrebbe effettuato accessi non autorizzati, copiando un archivio aziendale definito “know-how di studio”. La quantificazione parla di un numero imponente di documenti: circa un milione di file. Bellavia collega temporalmente la vicenda al successivo impiego della donna presso due società investigative, profilo che la difesa contesta.

Le difese
Per l’avvocato Andrea Puccio, che assiste la 42enne Valentina Varisco, il quadro è “più complesso” di quanto emerga dalla denuncia: la versione di Bellavia sarebbe parziale e non terrebbe conto di eventi ulteriori maturati in quasi vent’anni di collaborazione professionale.

Il promemoria senza firma
A complicare il dossier, un appunto di 36 pagine, senza data né timbro e non firmato, ma comunque confluito nel fascicolo. Il testo, attribuito a Bellavia, qualifica i file “sottratti” come di “altissima sensibilità” e dettaglia quantità e contenuti. Resta ignota la via d’ingresso del promemoria agli atti: il primo legale di Bellavia, Gianni Tizzoni, ha escluso di averlo depositato. Lo stesso Bellavia non ha fornito chiarimenti. Secondo più fonti, avrebbe cercato contatti in Procura oltre l’ambito della pm titolare Paola Biondolillo, circostanza non commentata ufficialmente.



I nomi che compaiono
Nel promemoria è riportato un “elenco sommario” di magistrati legati agli atti oggetto di copia e un campione di nominativi noti indicati come presenti in documenti trattati dallo studio. La menzione dei nomi non implica condotte illecite né chiarisce se si tratti di clienti, controparti o soggetti citati in materiale d’indagine.

I nomi sono quelli di John Elkann, Flavio Briatore, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Manfredi Catella, Bettino Craxi, Massimo D’Alema, Luigi Di Maio, Alberto Di Rubba, Lamberto Dini, Roberto Formigoni, Ennio Doris, Geronimo La Russa, Luca Barbareschi, Giuseppe Graviano, Irene Pivetti, Gianni Letta, Claudio Lotito, Cesare Previti e Giulio Tremonti.


Dati sensibili e doveri dei consulenti
Il riferimento a materiale “di altissima sensibilità” lascia intendere la possibile presenza di atti non necessariamente finiti nei processi (come intercettazioni, brogliacci o dati bancari). Ciò riaccende i riflettori sugli obblighi dei consulenti nominati dai pm: non trattenere indebitamente le informazioni ricevute e adottare misure idonee a prevenire divulgazioni non autorizzate.



Il nodo Report
In una successiva integrazione di denuncia, Bellavia fa cenno anche a file conservati in hard disk di studio – a suo dire sottratti da ignoti – che includerebbero materiali sottoposti nel tempo dalla redazione di Report per valutazioni tecniche, non sempre poi utilizzati in onda. Nel promemoria si accenna inoltre a “indagini tecniche” interne per verificare l’attendibilità di due dipendenti: elementi che, al momento, restano affermazioni dell’interessato.

Le parti cercano una via d'uscita
Il nuovo legale di parte civile di Bellavia, Luca Ricci, conferma un orientamento condiviso con la difesa: tentare una strada di ragionevolezza, nella prospettiva di un possibile accordo transattivo complessivo. Un percorso che, se maturasse, potrebbe ridurre il perimetro del contenzioso, ferma restando la valutazione penale dei fatti.

Con la citazione diretta, il processo potrà entrare nel merito dei profili chiave: la tracciabilità degli accessi, la catena di custodia dei file, la natura del materiale copiato e le eventuali violazioni in materia di privacy e segreto. Tra i punti sensibili, anche l’origine e la legittimità del promemoria privo di crismi formali.

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