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I segreti degli Agnelli
06 Gennaio 2026 - 08:30
Edoardo Agnelli si era convertito all'Islam? C'è chi dice di sì, riportando addirittura due momenti, due date, del suo percorso di musulmano, mentre in Iran è considerato un martire, dalla sua morte per certi versi ancora misteriosa. Adesso, però, abbiamo la possibilità di dare una risposta a questa domanda, una risposta che viene direttamente dal figlio di Gianni Agnelli e da una sua lettera che abbiamo potuto vedere.
La data è quella del 1° febbraio 1994, il documento è battuto a macchina in stampatello maiuscolo e reca l'intestazione di Villa Bona, dove il figlio dell'Avvocato abitava, sulla collina torinese. Il destinatario è un certo "Signor Homeni", cui Edoardo Agnelli dice senza tanti giri di parole "non è vero che io appartengo alla fede islamica". Precisando "ciò nonostante ne conosco i contenuti e so per certo più di lei che in questo caso non ne sto violando i codici".
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Edoardo Agnelli, infatti, era un grande studioso e appassionato di religione. Per questo si dice che si fosse convertito all'Islam, già negli anni 70, a New York, dopo aver letto il Corano nella biblioteca del college. Alcuni siti Internet riportano anche il nome che avrebbe scelto al momento dell'adesione all'Islam sciita, ossia Mahdi. Esistono anche foto di un viaggio di Edoardo Agnelli in Iran, dove incontrò l'ayatollah Khomeyni, nel 1981, e che lo ritraggono in preghiera.

Evidentemente proprio a quel viaggio fa riferimento questa lettera - che, al pari di altre, fa parte di un carteggio consegnato all'amico Marco Bava e da questi donato a una biblioteca a Settimo, con donazione poi revocata -, in risposta al misterioso Homeni che, a quanto pare, gli chiedeva soldi per favori legati a una scorta che il figlio dell'Avvocato avrebbe avuto in Iran. Richiesta rispedita al mittente con tanto di minaccia di denunce per calunnia.
Sul tono della lettera ha alcuni dubbi anche l'amico Bava, che lascia intendere "che l'avesse battuta a macchina la segretaria di Gianluigi Gabetti, per la forma. Ma al 50% è di Edoardo". Il quale aveva di sicuro studiato il Corano, così come altre religioni. Il giorno della sua morte, il 15 novembre 2000 precipitando da un viadotto della Torino-Savona a Fossano, al collo aveva un rosario buddista. E, nel periodo precedente, agli amici aveva confidato di volersi ritirare per qualche tempo in un monastero.
In Iran, come abbiamo detto, viene ricordato come un martire: il mondo musulmano (e vari siti complottisti) non crede al suo suicidio, bensì ipotizza che sia stato eliminato per non permettere che la Fiat finisse controllata da un musulmano.
Questo, dunque, cui sembra di porre fine, era uno dei tanti gialli attorno alla figura di Edoardo: a partire dalla sua morte, come si diceva e come tante volte abbiamo scritto, e dalle ultime rivelazioni scaturite nell'ambito della guerra per l'Eredità Agnelli fra sua sorella Margherita e John Elkann.
Fra i documenti rivelati, infatti, c'è un "testamento segreto" di Gianni Agnelli, che lo includeva appieno come erede destinandogli le quote della società Dicembre che consente il controllo dell'impero di famiglia. E, atroce particolare, la bozza di accordo per questo passaggio di quote reca la data del 14 novembre 2000, il giorno prima della sua morte.
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