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Fragilità economica crescente
29 Gennaio 2026 - 14:15
Secondo Eurostat, in Piemonte le persone a rischio di indigenza o esclusione sociale per difficoltà economiche sono 573.969
Secondo Eurostat, in Piemonte le persone a rischio di indigenza o esclusione sociale per difficoltà economiche sono 573.969. La regione registra un tasso del 13,5%, tra i più elevati nel Nord, dopo Lombardia (14,1%) e Liguria (13,8%). Per Istat, la povertà relativa individuale in Piemonte è all’11,7%, valore indicato come il più alto tra le regioni settentrionali.
A Torino, la Caritas segnala un aumento delle richieste: nel 2024 le persone aiutate da realtà legate alla Chiesa in città e area metropolitana sono state circa 47mila, pari a +28% rispetto al 2023. Circa un terzo si è rivolto ai servizi per la prima volta. Le domande riguardano principalmente sostegni economici e bisogni collegati a occupazione, assistenza e orientamento.
La distribuzione del disagio, secondo la mappatura riportata, interessa più zone della città: Barriera di Milano è indicata come area con maggiori criticità, ma situazioni di fragilità sono segnalate anche a Cenisia, Lucento (tra via Sansovino e corso Cincinnato), nelle case popolari di via Arquata in Crocetta, in tratti di corso Unione Sovietica, corso Regina Margherita e in via Lessona a Parella. Nella sola rete Caritas risultano seguite 14.817 persone (circa 26mila considerando i conviventi): il 37% chiede aiuto da un anno, il 15% da due, l’11% da tre; il 5,7% riceve supporto da oltre dieci anni.
Nel 2024 i richiedenti sono soprattutto uomini (8.102), in crescita del 7% sul 2023, rispetto a circa 6mila donne. Circa 10mila hanno tra 25 e 60 anni. È segnalato un incremento tra gli under 25, indicati come prevalenti tra i nuovi accessi, con un aumento del 37% in un anno. Crescono anche gli stranieri, da 5.073 (2023) a 7.978 (2024); più della metà risulta disoccupata. Vengono citati anche casi di persone qualificate che incontrano difficoltà nel riconoscimento dei titoli di studio.
Un altro indicatore è il Banco Alimentare, che in Piemonte assiste circa 110mila persone tramite 600 associazioni. Il presidente Salvatore Collarino riferisce un aumento della domanda e un cambiamento dei profili, con più richieste da parte di lavoratori a basso reddito e nuclei con figli. L’ente dichiara di orientarsi verso interventi integrati, affiancando alla distribuzione alimentare attività di ascolto e accompagnamento in collaborazione con istituzioni e terzo settore.
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