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La replica
02 Febbraio 2026 - 05:40
Respinge con decisione l’ipotesi di una resa dei conti politica. Il target è lo stesso delle altre manifestazioni finite in scontri e molotov: Avs.
Quella «sinistra», che moderati e centristi in più di un’occasione hanno definito «estrema», perché più radicale e critica del Pd. Meno incline al compromesso e anche meno congeniale allo spirito tradizionalmente morigerato, quello abituato ad esporsi un po’ meno, torinese.
Eppure il sindaco Stefano Lo Russo non cede terreno e chi dal centrodestra continua insistentemente a chiedere la sfiducia dei Verdi dalla sua maggioranza.
Il cielo su Torino sabato scorso raccontava un fiume di persone pacifiche prima, qualche orda bellicosa poi. Capace anche di un’aggressione a un poliziotto che stava solo cercando di fare il suo dovere: garantire sicurezza e ordine pubblico durante una manifestazione.
Eppure la questione si fa subito, inesorabilmente, politica. «Le violenze di sabato sono state condannate in modo netto e senza titubanza da tutte le istituzioni e da tutte le forze politiche, a ogni livello, anche se qualcuno finge di non vedere», afferma Lo Russo.
Un concetto che avrebbe ribadito anche alla premier Giorgia Meloni, brevemente a Torino, in visita al poliziotto aggredito e ricoverato alle Molinette.
Per il primo cittadino, la responsabilità resta esclusivamente penale: «È di chi ha deliberatamente devastato la città e aggredito le forze dell’ordine, e sarà accertata nelle sedi giudiziarie. Su questo non possono esserci scorciatoie né strumentalizzazioni».
L’offensiva della destra, per Lo Russo, rischia di spostare il focus dai fatti. «Quanto accaduto nuoce gravemente alla città e non può lasciare spazio ad alcuna ambiguità da parte di nessuno», ribadisce, ma invita a distinguere tra la condanna della violenza e l’uso politico degli scontri. «La città ha bisogno di responsabilità, non di polemiche strumentali».
Alla domanda se Askatasuna sia diventata un pretesto per colpire Avs e indebolire l’amministrazione, il sindaco mantiene una linea prudente, evitando letture complottistiche ma senza nascondere le dinamiche in atto. «Su episodi di questa gravità preferisco evitare interpretazioni strumentali, ma è evidente che c’è chi prova a usare fatti gravissimi per alimentare una polemica politica che poco ha a che fare con la sicurezza di Torino».
Nel suo intervento, Lo Russo allarga lo sguardo oltre il perimetro del Consiglio comunale, sottolineando come la violenza organizzata e dell’antagonismo non possa essere ricondotta a una singola scelta amministrativa o alla presenza di una forza politica nella maggioranza. «Il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto né semplificato: i fatti di sabato lo dimostrano chiaramente».
Una posizione che punta a riaffermare il ruolo delle istituzioni in una fase segnata da forte tensione. «Il mio compito non è inseguire polemiche, ma garantire che la città venga tutelata, che i responsabili paghino e che Torino continui a essere governata con serietà, equilibrio e nel pieno rispetto delle istituzioni», conclude il sindaco. «È questo che chiedono i cittadini, ed è su questo che resto concentrato». Nel frattempo, oggi, la richiesta di comunicazioni in Consiglio comunale dal vicecapogruppo FI Domenico Garcea.
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