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Il caso

Sala Rossa in fibrillazione: FdI insiste sulla sfiducia a Rosatelli: "Si candida a rappresentare gli antagonisti"

L'accusa di legittimare Askatasuna sferza l'assessore Verde, la reazione delle opposizioni

Sala Rossa in fibrillazione: mozione di sfiducia a Jacopo Rosatelli

C'è un "doppelganger" in Sala Rossa. Una "controfigura". Uno che "in ricorrenti occasioni ha dato scarsa prova di sé nella veste di amministratore pubblico".

Questo pensano, e concretizzano sotto forma di una mozione di sfiducia, gli esponenti meloniani di Regione e Città (ma anche di Governo) dell'assessore alle Politiche Sociali di Palazzo civico, Jacopo Rosatelli. L'esponente di Sinistra Ecologista che, pur non avendo preso parte alla manifestazione nazionale pro-Aska dello scorso sabato 31 gennaio, è diventato il bersaglio facile della giunta Lo Russo per essersi da sempre professato in difesa dello spazio di corso Regina Margherita 47, sede dello storico centro sociale torinese, sgomberato lo scorso 18 dicembre. Dopo Forza Italia, che ieri, con una conferenza stampa sponsorizzata anche dal vicepremier Antonio Tajani, anche Fratelli d'Italia si erge contro Rosatelli.

Una mozione spartiacque: "Qui si discute di un gruppo politico (Avs ed Se), che si sta candidando a rappresentare gli antagonisti", afferma netto l'assessore alle Politiche Sociali in Regione Piemonte Maurizio Marrone. "Si sta infangando in modo indecoroso l'immagine della città", aggiunge. E sottolinea la sua presenza soprattutto come estensore della legge regionale sui beni comuni (anche ribattezzata legge "anti-Aska") su cui pende ricorso al Tar per l'incompatibilità con Patto firmato (ma poi decaduto) con i garanti di Askatasuna.

Un atto che richiama il precedente politico della Giunta Piero Fassino: "Con il vicesindaco Tom Dealessandri, coinvolto nel caso del crack Cesa, fu rimosso dall’incarico e sostituito da Elide Tisi a pochi mesi da una mozione analoga", spiega il capogruppo in Consiglio comunale Enzo Liardo.

«Alla vigilia del corteo Avs e Sinistra Ecologista avevano dichiarato: “Marceremo con Aska”. Oggi non c’è più spazio per l’ambiguità: non si può stare da una parte e dall’altra. Quando si colpisce un poliziotto si colpisce lo Stato», incalza il vicecapogruppo Ferrante De Benedictis.

Sulla stessa linea la capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 7, Patrizia Alessi, da anni impegnata sul tema dello sgombero dell’ex centro sociale di corso Regina Margherita 47: «Sono vent’anni che assistiamo alle loro violenze. Bene le dimissioni di Avs, ma anche il PD deve scegliere. Nell’ultimo Consiglio circoscrizionale i dem hanno voluto eliminare dal mio ordine del giorno di solidarietà alle forze dell’ordine ogni riferimento ad Askatasuna. Chiederemo le dimissioni anche della quota Avs ed Se in centro civico».

«Non siamo Askatasuna-fobici, ma non diamo legittimazione politica a chi fa violenza. È necessario fare chiarezza: se vai a una manifestazione che ha il cappello dei violenti accetti di partecipare a una manifestazione violenta e il tuo buon intento scompare e dà il fianco ai violenti», aggiunge la vicepresidente del gruppo in Parlamento (FdI) Augusta Montaruli – ma questo è uno dei tanti problemi che la città deve risolvere. Non accettiamo che le istituzioni si pieghino alla violenza per convenienza politica.

La mozione di sfiducia sarà esaminata domani in Conferenza dei capigruppo, sottoscritta anche da Forza Italia, Lega, Torino Bellissima e Torino Libero Pensiero.

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