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Tassa Rifiuti

Tari, Torino sopra la media nazionale nel 2025: ecco qual è la più costosa

Dal Nord al Sud differenze fino a 470 euro l’anno

Tari, Torino sopra la media nazionale nel 2025: ecco qual è la più costosa

Foto di repertorio

Nel 2025, secondo l’indagine condotta dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, la tassa sui rifiuti continua ad aumentare in modo significativo. A partire dal Piemonte - e in particolare da Torino - si parla di un costo sempre più oneroso. Nell'ultimo anno si registra una Tari media pari a 365 euro annui per un nucleo tipo, superando la media nazionale di 350 euro. Un dato in linea con un trend di crescita costante negli ultimi anni: dal 2020 al 2025 la tassa nel capoluogo piemontese è passata da 329 a 365 euro, con un aumento del 2,13% solo nell’ultimo anno.

Il quadro regionale mostra però una forte frammentazione. Asti è il capoluogo più caro del Piemonte con 469 euro annui, pur registrando una lieve flessione rispetto al 2024. Seguono Alessandria (414 euro) e Cuneo (270 euro). Sul fronte opposto, le tariffe più basse si registrano a Novara (204 euro) e Vercelli (220 euro), sebbene entrambe abbiano subito aumenti significativi nell’ultimo anno, rispettivamente dell’8,02% e del 7,40%. Particolarmente rilevante l’incremento registrato a Verbania, dove la Tari passa da 261 a 292 euro, con un balzo dell’11,58%, uno dei più alti a livello nazionale.

Allargando lo sguardo all’intero Paese, si evidenzia come la Tari continui a crescere e a colpire in modo disomogeneo i contribuenti italiani. Nel 2025, la media nazionale si attesta a 350 euro annui, in aumento del 3,73% rispetto al 2024. Le differenze tra territori sono marcate. Tra le città più care d’Italia spicca Pisa, con 650 euro annui, seguita da Brindisi (529 euro), Pistoia (524 euro) e Trapani (521 euro). In coda alla classifica, invece, si trovano La Spezia (180 euro), Novara e Belluno (204 euro) e Fermo (205 euro). Anche nelle Città Metropolitane il peso della tassa varia sensibilmente: si va dai 518 euro di Genova ai 236 euro di Bologna, passando per Napoli (499 euro), Roma (334 euro) e Milano (294 euro). Un divario che non trova sempre giustificazione nei livelli di servizio o nei risultati di raccolta differenziata.

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