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Economia

Tribunali sotto pressione, liquidazioni in aumento: cosa è successo in Piemonte nel 2025

Secondo l’Osservatorio Berry Sea le nuove procedure crescono dell’11,7% in Italia e del 22% in Piemonte, mentre rallenta la capacità di smaltimento dei tribunali

Tribunali sotto pressione, liquidazioni in aumento: cosa succede a Torino nel 2025

Nel 2025 le liquidazioni giudiziali tornano a crescere in modo deciso e Torino non fa eccezione. Secondo l’Osservatorio Berry Sea, realizzato da berry Srl, nel periodo gennaio-dicembre le nuove procedure in Italia sono aumentate dell’11,7%, dimostrando una pressione crescente sul sistema giudiziario e sul tessuto economico, mentre la capacità di smaltimento dei tribunali mostra segnali di rallentamento. In Piemonte l’incremento delle nuove iscrizioni è stato particolarmente decisivo: +22% rispetto al 2024. Un dato che va ben oltre la media nazionale. Torino resta infatti tra le prime venti sezioni fallimentari per attività, ma con carichi nettamente inferiori a quelli di Roma e Milano.

A livello nazionale, il quadro tracciato dall’Osservatorio evidenzia un aumento delle nuove liquidazioni giudiziali a quota 10.028, contro le 8.975 del 2024. Parallelamente, le procedure definite scendono del 3,8%, fermandosi a 12.618. Ne risulta un clearance rate in calo rispetto all’anno precedente, pur restando positivo: nel 2025 si chiude ancora più di quanto si apre, con un saldo del +18%, contro il +36% del 2024. Un equilibrio che regge, ma che appare più fragileRoma e Milano si confermano i tribunali con i volumi più elevati. In particolare, la Capitale registra un aumento delle nuove iscrizioni del 48%, arrivando a 1.060 procedure in un solo anno. Una crescita che non è stata compensata dall’incremento delle chiusure e che ha portato a un clearance rate negativo, segnalando un accumulo potenziale di lavoro futuro. Milano resta il secondo polo nazionale per volumi, mentre la Lombardia nel suo complesso si conferma la prima regione sia per nuove iscrizioni sia per procedure definite.

Accanto ai grandi centri, emergono dinamiche territoriali molto differenziate. Emilia-Romagna e Lazio mostrano forti accelerazioni degli ingressi (+41% e +40%), mentre in alcune regioni, come Campania, Liguria e Marche, si registra una flessione significativa delle procedure definite, con un conseguente rallentamento della capacità di smaltimento. In questo contesto, l’aumento registrato in Piemonte assume un valore di segnale anticipatore: pur senza numeri assoluti elevati, indica una pressione crescente anche nei territori tradizionalmente più stabili.

Sul fronte dei casi pendenti, il sistema giudiziario continua comunque a beneficiare dello smaltimento dello storico. A fine 2025 le procedure ancora aperte scendono a 47.443, in calo di oltre il 5% rispetto all’anno precedente. Cambia però la composizione: diminuiscono i fallimenti tradizionali e aumentano le liquidazioni giudiziali, che passano da 14.414 a oltre 21mila, una tipologia spesso più complessa da gestire.

«Il sistema nel complesso tiene, ma entra in una fase più delicata», osserva Giacomo Fava, Lead Artificial Intelligence Engineer di berry Srl. L’aumento delle nuove iscrizioni, unito al rallentamento delle chiusure, rischia di tradursi in un nuovo accumulo di pendenze nei prossimi anni se non verranno rafforzate le capacità operative dei tribunali.

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