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torino
04 Febbraio 2026 - 06:16
La polizia da sabato è intervenuta più volte in via Ghedini 12. A destra, la porta montata dai nomadi al posto di quella di ingresso dell’appartamento occupato nell’interno 19
Occupano un appartamento, vengono cacciati e ne occupano un altro. Tutto nel giro di 12 ore.
È quanto accade in via Ghedini 12, edificio Atc dove da sabato è in corso un braccio di ferro tra gli inquilini regolari e una famiglia di nomadi che ha occupato abusivamente due appartamenti «anche sfruttando l’aiuto di altri nomadi che a loro volta occupano abusivamente degli alloggi». Una situazione potenzialmente esplosiva, tanto che la polizia da sabato - quando è scoppiato il caso - è già intervenuta più volte. Al momento, però, senza successo: «Hanno riso in faccia agli agenti e gli hanno detto che non se ne vanno e che non hanno bisogno di lavorare perché tanto prendono i sussidi dallo Stato».
A parlare è Monica Galluzzi, figlia di una anziana e malata inquilina che in questo stabile vive da sola. Nel mirino c’è una famiglia rom di 7 persone: padre, madre e 5 figli piccoli. «Sabato mattina - spiega - sono entrati in un appartamento all’interno 21. Con uno stratagemma, siamo riusciti a farli uscire e a chiuderci noi dentro, in maniera tale da permettere ad Atc di mettere i sigilli. E loro alla sera si sono arrampicati sul balcone dell’appartamento al piano terra dell’interno 19, hanno rotto un vetro e hanno messo dentro i bambini». E proprio la presenza dei piccoli lega di fatto le mani ad Atc e polizia: impossibile sgomberarli se prima non accettano una sistemazione alternativa. Cosa che evidentemente non interessa loro, tanto che «hanno smontato la porta di ingresso - racconta ancora Monica -, di cui non avevano le chiavi, e l’hanno sostituita con una loro, a vetri. E se dovesse cadere addosso a qualcuno?».
I nomadi erano riusciti anche ad avere la corrente elettrica ma ieri l’allacciamento è stato interrotto dai tecnici Atc. «L’Agenzia ribadisce la propria ferma contrarietà a qualsiasi occupazione abusiva, che lede il diritto delle tante famiglie in lista d’attesa per la casa popolare, oltre a creare grandi problemi di convivenza con i residenti - spiega il presidente, Maurizio Pedrini -. Il comportamento di chi fa leva sulla presenza di minori per infrangere la legge e occupare abusivamente un bene pubblico è inaccettabile. Continueremo a chiedere un intervento volto a ristabilire la legalità».
E la stessa richiesta arriva anche da Verangela Marino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione: «Sono troppe le situazioni simili e i residenti regolari che subiscono prepotenze e angherie degli abusivi. E mi chiedo dove siano gli assistenti sociali, visto che ci sono dei bambini utilizzati come “scudo” per restare impuniti. Quando si parla di bambini italiani giustamente l’attenzione è alta ma perché quando di mezzo ci sono quelli dei rom sono tutti latitanti?»
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