l'editoriale
Cerca
la polemica
06 Febbraio 2026 - 09:25
La premier Giorgia Meloni
La giudice li ha scarcerati tutti e tre, disponendo per Angelo Simionato gli arresti domiciliari e per Matteo Campaner e Pietro Desideri l’obbligo di firma. Ma quanto deciso dalla gip Irene Giani ha provocato un vero e proprio terremoto. Sia sul fronte politico che su quello giudiziario. E ieri ad entrare a gamba tesa su quanto disposto dalla giudice che ha fatto uscire dal carcere i tre arrestati dopo gli scontri al corteo per Askatasuna è stata la premier Giorgia Meloni. «Sono indignata dalla scarcerazione dei manifestanti arrestati dopo gli scontri avvenuti nel corso del corteo torinese per Askatasuna», ha dichiarato la premier nel corso della trasmissione “Dritto e rovescio” in onda su Rete 4. Meloni ha parlato dopo che molti altri esponenti del centrodestra avevano criticato la decisione della giudice. «Vergogna», aveva detto il ministro Matteo Salvini. «Come ci si può sentire sicuri con questa giustizia?», si domandava invece il vicepremier Antonio Tajani. Duro anche Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia: «Chi difende lo Stato finisce sotto processo, chi lo aggredisce torna a casa. Dopo assalti organizzati, devastazioni e violenze contro le forze dell’ordine, i responsabili vengono rimessi in libertà in poche ore. Un messaggio pericoloso che legittima l’illegalità». Meloni, sul caso, ha anche parlato di «doppiopesismo di una certa parte della magistratura che rende un po’ difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini».
Ma appunto, le critiche arrivano anche dalle “toghe”. Come Nicola Gratteri, magistrato e procuratore presso il tribunale di Napoli. «Vedendo quei video, posso dire che siamo di fronte a delinquenti che devono assolutamente stare in carcere. Ma allo stesso tempo mi sento di dire che bisogna creare una modifica al codice di procedura penale per far sì che questa gente rimanga in galera mentre è inutile creare nuovi reati», ha dichiarato Gratteri alla trasmissione “Campania 24”. Gratteri, l’uomo che da anni combatte ‘ndrangheta, Cosa nostra e cartelli della droga, entra quindi a gamba tesa contro decisione della gip che ha fatto uscire dalla cella Angelo Simionato, Matteo Campaner e Pietro Desideri.

Eppure per la giudice Irene Giani nessuno dei tre doveva rimanere in galera. “In tema di concorso di persone nei reati commessi nelle manifestazioni, la prova della partecipazione presuppone la presenza dell’imputato nel contesto del reato. La sola presenza sul luogo del delitto è concorso solo se il correo ha coscienza e volontà dell’evento e ha partecipato all’azione o ne ha facilitato l’esecuzione”. “La mera conoscenza dell’altrui attività criminosa non implica l’attribuzione di responsabilità a titolo concorsuale”. Queste, alcune considerazioni della gip sul caso di Pietro Desideri.
Su Angelo Simionato, che ha partecipato al pestaggio del poliziotto Alessandro Calista, invece, la giudice non ne ha ravvisato “la presenza attiva nei momenti successivi all’azione”. Mentre per Matteo Campaner “il livello di offensività della sua condotta risulta contenuto”. E sono solo alcuni dei passaggi che, per la gip, hanno portato alla scarcerazione dei tre antagonisti arrestati. Una decisione che, però, ha sollevato un polverone. Dopo le scarcerazioni si muove anche la procura di Torino, che sta valutando se impugnare la decisione che ha portato all’uscita dal carcere dei tre arrestati. A sostegno della gip è l’Ucpi, l’Unione delle camere penali italiane, che afferma: «Desta preoccupazione l’attacco politico rivolto alla decisione del giudice che, in sede di convalida, ha applicato le misure cautelari previste dalla legge. Il diritto di critica - sottolinea l’Ucpi - è legittimo, non lo è la delegittimazione dell'esercizio della giurisdizione attraverso accuse generiche o insinuazioni di scelte politiche. Improprie le dichiarazioni di esponenti politici che collegano il provvedimento alla riforma costituzionale della magistratura».
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..