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L'evento
07 Febbraio 2026 - 21:03
La Lega scende in piazza. Con una “gazebata” in piazza San Carlo (così la definisce il capogruppo alla Camera dei Deputati Riccardo Molinari, presente per l’occasione), con lo scopo di esprimere solidarietà alle forze dell’ordine dopo gli scontri di sabato 31 gennaio scorso saliti agli onori della cronaca nazionale.
Una mobilitazione partita anche online e in contemporanea in altre città italiane, che il Carroccio rivendica come un’iniziativa politica strutturata e non come reazione emotiva agli episodi di violenza. «Siamo in piazza per ribadire la nostra vicinanza alle forze dell’ordine – afferma Molinari – ma anche per denunciare la responsabilità molto forte dell’amministrazione Lo Russo, che negli anni ha legittimato questi violenti. Non doveva servire vedere un poliziotto martellato per capire dove si stava andando», ammonisce.
Al centro della manifestazione, la richiesta di strumenti più incisivi per la tutela degli operatori impegnati nell’ordine pubblico. «Che non nasce dopo gli scontri di sabato – precisa l’onorevole e consigliera comunale Elena Maccanti – ma è il frutto di mesi di lavoro». «Serve dare alle forze dell’ordine strumenti adeguati per intervenire senza ritrovarsi indagate», continua. «C’è un accanimento dei confrontri delle forze dell’ordine», insiste.
Tra le misure citate e finite al centro del dibattito politico negli ultimi giorni, il fermo preventivo e la non iscrizione automatica nel registro degli indagati, che per la Lega se fossero già stati in vigore, avrebbero stroncato sul nascere molti dei manifestanti violenti arrivati a Torino «da tutta Italia e anche dall’estero». Nel mirino torna ancora il centro sociale Askatasuna. «A Torino esiste una benevola tolleranza che dura da anni – accusa Maccanti – culminata nel percorso di coprogettazione che ha finito per legittimare chi da tempo porta violenza nelle piazze».
Una responsabilità che, per il Carroccio, ricade direttamente sulla maggioranza di centrosinistra. All’iniziativa di ieri mattina ha partecipato anche la quota Lega della Regione Piemonte. «La sicurezza è una priorità – hanno dichiarato l’assessore regionale Enrico Bussalino e il capogruppo in Consiglio Fabrizio Ricca – e va sostenuta con atti concreti». Da qui il richiamo allo stanziamento di 1,3 milioni di euro per il Patto per la Sicurezza di Torino, destinato a rafforzare il presidio del territorio e il coordinamento tra istituzioni.
Per la Lega, il quadro è chiaro: «Torino è una città stanca – conclude Maccanti – e chiede risposte. Continuare a minimizzare significa lasciare la città sotto assedio».
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