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Il ricordo delle vittime delle foibe: «Rompere un silenzio colpevole»

Giorno del Ricordo: a Rivoli il convegno "Rivoli ricorda" mette al centro testimonianze, interventi politici e l'appello a non dimenticare foibe ed esodo

Il ricordo delle vittime delle foibe: «Rompere  un silenzio colpevole»

Ogni 10 febbraio l’Italia celebra il Giorno del Ricordo, per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, conseguenza della pulizia etnica attuata dai partigiani jugoslavi di Tito ai danni della popolazione italiana. Una ferita rimasta a lungo ai margini della storia ufficiale, che ancora oggi continua a interrogare coscienze e istituzioni.

In occasione della ricorrenza, la Città di Rivoli ha affiancato alla commemorazione istituzionale un momento di approfondimento pubblico.

Venerdì scorso, 6 febbraio 2026, la Sala del Consiglio comunale ha ospitato il convegno “Rivoli Ricorda. Foibe ed Esodo”, organizzato dall’associazione culturale L’Obelisco con il patrocinio del Comune, che ha raccolto la testimonianza di Luigi Vatta, figlio del noto allenatore Sergio, esule zaratino.

«In città esistono spazi e intitolazioni legate a vicende rimaste per anni poco considerate», spiega Federico Depetris, presidente dell’associazione e moderatore della serata. All’evento sono intervenuti i consiglieri regionali Fabrizio Ricca (Lega) e Roberto Ravello (Fratelli d’Italia), insieme al presidente del Comitato 10 Febbraio, Matteo Rossino.

«Il Giorno del Ricordo è un momento di verità, memoria e rispetto – dichiarano Ricca e Laura Adduce, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Rivoli –. Serve a rompere quel silenzio colpevole che per troppo tempo ha negato giustizia alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, tragedia causata dalla violenza ideologica del regime comunista di Tito».

«Ricordare non è un gesto simbolico né una formalità – aggiungono – ma un dovere morale e civile verso migliaia di italiani uccisi, costretti all’esilio e cancellati dalla memoria collettiva».

«Difendere la memoria delle foibe significa difendere l’identità, la libertà e la dignità del popolo italiano, contro ogni forma di negazionismo».

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