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09 Febbraio 2026 - 22:40
Nel panorama accademico torinese si consolida una tendenza inarrestabile: il conseguimento della laurea non rappresenta più il traguardo finale, ma un punto di partenza verso una specializzazione sempre più verticale. Il mercato del lavoro contemporaneo, caratterizzato da un'evoluzione tecnologica rapidissima, esige competenze settoriali che i percorsi generalisti faticano a coprire. Questa dinamica trova conferma nei numeri: ogni anno, nel capoluogo piemontese, circa 4 mila studenti scelgono di investire in un master o in un corso di perfezionamento. Questo fermento educativo sarà il protagonista del Salone Internazionale dei Master, previsto per il prossimo 6 marzo presso il Centro Congressi del Lingotto, un appuntamento cruciale per l'orientamento di migliaia di giovani professionisti.
I percorsi torinesi spaziano dalle frontiere della chirurgia robotica e dell'intelligenza artificiale a nicchie altamente specifiche come la medicina di montagna o la giustizia riparativa. Anche sotto il profilo economico, il ventaglio è ampio: si passa da master gratuiti — spesso finanziati da enti pubblici o grandi gruppi industriali alla ricerca di talenti — a rette che mediamente oscillano tra i 3 mila e i 5 mila euro. L'apice della piramide dei costi è occupato dal Politecnico di Torino, dove il master d'eccellenza in Intelligenza Artificiale può richiedere un investimento fino a 20 mila euro, giustificato dall'impiego di tecnologie all'avanguardia e dalla partecipazione di docenti internazionali.
I dati relativi all'Università degli Studi di Torino fotografano una crescita esponenziale: dal 2018 a oggi, il numero degli iscritti ai master è più che raddoppiato, superando la soglia dei 3.400 frequentanti. È interessante notare l'internazionalizzazione del corpo studentesco, con una quota sempre più rilevante di iscritti provenienti dall'estero. Attualmente sono 123 i dipartimenti attivi nell'erogazione di questi corsi, con l'area di Medicina che detiene il primato per densità dell'offerta.
L'offerta di UniTo dimostra una grande reattività ai nuovi bisogni della società, lanciando corsi pionieristici come Scienza e tecnologia del caffè, Medicina subacquea, Psicosomatica e percorsi per mediatori esperti in programmi di giustizia riparativa. Tuttavia, il mercato è selettivo: se la domanda non è sufficiente, i corsi non partono. È accaduto al master in Big Data Analytics for Policy Evaluation, che non ha raggiunto il numero minimo di 5 iscritti, e al percorso in Hotel Luxury Management, rimasto sulla carta per mancanza di adesioni.
Anche al Politecnico di Torino la formazione post-graduam è un pilastro strategico. Con un tasso di occupazione superiore all'85%, l'ateneo conferma la sua capacità di fare da ponte diretto con il mondo dell'industria, in particolare nei settori dell'ingegneria gestionale e delle tecnologie industriali. In definitiva, Torino si conferma come uno dei poli più dinamici d'Italia: una città dove la formazione è diventata un processo continuo, essenziale per navigare le complessità del lavoro moderno.
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