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L'iniziativa in città

Truffe agli anziani, Torino spiega come difendersi grazie alla campagna “La truffa si camuffa”

Un ciclo di incontri per aiutare le categorie più fragili a riconoscere le truffe digitali e difendersi dalle frodi telefoniche

Truffe agli anziani, Torino spiega come difendersi grazie alla campagna “La truffa si camuffa”

L'assessore Marco Porcedda insieme ai rappresentanti della polizia municipale, il commissario Gennaro Amato e il commissario Rosalba Piandro

Si è svolto oggi al Centro d’Incontro di corso Casale 212 l’evento di apertura della campagna “La truffa si camuffa”, promossa dalla polizia municipale di Torino per sensibilizzare la cittadinanza sui pericoli delle truffe, con particolare attenzione agli anziani, spesso tra i più vulnerabili. La campagna, che durerà fino all'estate, prevede una serie di incontri in tutta la città, e un mezzo della polizia che girerà per tutti i centri più frequentati dalla categoria per diffondere l'evento, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e fornire strumenti concreti per difendersi.

Il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, ha sottolineato l’importanza di queste iniziative: ogni giorno infatti si leggono notizie di persone che perdono ingenti somme di denaro a causa di truffe telefoniche, online o a domicilio, e gli anziani sono spesso i più colpiti perché più esposti e talvolta soli. L'assessore alla Sicurezza, Marco Porcedda, ha ricordato come le truffe siano aumentate di circa il 25% e ha ribadito l’importanza della prevenzione: «La sicurezza urbana parte dall’essere vicini alle persone. Informarsi e prendersi una pausa prima di agire può evitare molti danni».

Durante l’incontro, i rappresentanti della polizia municipale hanno spiegato come operano i truffatori. Molte truffe si basano su telefonate in cui chi chiama si finge un parente in difficoltà, un tecnico o un ufficiale di polizia, creando uno stato di ansia che spinge a pagare subito. Altre truffe arrivano via messaggio o online: siti falsi o offerte troppo vantaggiose invitano a cliccare link sospetti che possono prosciugare conti correnti o carte prepagate. Ci sono poi i falsi controlli e le multe fasulle, con documenti che sembrano ufficiali ma rimandano a conti correnti inesistenti, e infine le cosiddette truffe affettive, in cui i truffatori fingono di conoscere familiari o amici per ottenere informazioni sensibili o denaro.

Il commissario Rosalba Piandro ha ricordato come queste truffe facciano leva sullo stato emotivo della vittima, generando paura e ansia. Per questo è fondamentale prendersi una pausa prima di rispondere, verificare con familiari o con la Polizia Municipale e non lasciarsi guidare dall’impulso del momento. Anche il commissario Gennaro Amato ha sottolineato che non bisogna mai dare informazioni personali o aprire la porta a sconosciuti senza un appuntamento ufficiale. La prudenza è la miglior difesa, e denunciare eventuali truffe è importante perché aiuta a proteggere gli altri e a individuare i responsabili.

Durante l’incontro, alcuni cittadini hanno raccontato le loro esperienze dirette. Una signora ha spiegato di aver ricevuto telefonate di falsi marescialli che sostenevano ci fosse stato un furto e che la targa della sua auto fosse stata clonata, ma grazie alla prudenza e al sostegno della figlia non ha mai ceduto, impedendo ai truffatori di ottenere soldi o informazioni sensibili.

La campagna “La truffa si camuffa” continuerà con altri incontri nei diversi quartieri di Torino, per spiegare come riconoscere le truffe più comuni e proteggere chi è più vulnerabile. Gli esperti della Polizia Municipale ricordano che una telefonata sospetta, un messaggio allarmante o un’offerta troppo bella per essere vera meritano sempre una pausa, un controllo accurato e, se necessario, una chiamata alle forze dell’ordine.

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