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Il caso

Bufera Gratteri, la replica del ministro Zangrillo che lo "invita" a dimettersi: "C'è un problema di idoneità"

Il caso dopo le parole del procuratore capo di Napoli: "Voteranno per il sì pregiudicati, indagati e massoneria"

Paolo Zangrillo

Paolo Zangrillo

Un'opinione "personale", rivendica il primo. Parole "scioccanti", e tali da costituire un "problema di idoneità", tale da paventarne le dimissioni, per il secondo. La diatriba Gratteri-Zangrillo inizia ad assumere contorni preoccupanti, tanto più che la campagna elettorale per la riforma della giustizia entra nel vivo.

Negli scorsi giorni Nicola Gratteri aveva ammonito: "Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata", ha ribadito anche ieri sera al programma Piazza Pulita di La7.

Parole che hanno generato duri e aspri commenti da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Inaccettabile" e "Attacco alla democrazia". Le sue parole "offendono milioni di italiani". "Quello che è successo ieri è abbastanza scioccante - aggiunge il ministro della PA Paolo Zangrillo a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Torino - Gratteri ha detto che sostanzialmente chi non pensa come lui è moralmente inferiore. Io penso che non sia un problema di referendum si/no. Ma che ci sia un problema di idoneità. Il magistrato - continua attaccando Gratteri - ha come primo requisito l'equilibrio. Questo mi preoccupa. Lui ci ha regalato gratis il più bello spot per il sì", conclude.

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