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L'intervento

Zangrillo a Torino: “Askatasuna e violenze, serve una risposta ferma e condivisa sulla sicurezza”

l ministro alla Dumsedafe interviene sugli avvenimenti dello scorso 31 gennaio

Zangrillo a Torino: “Askatasuna e violenze, serve una risposta ferma e condivisa sulla sicurezza”

L'organizzatore di Dumsedafe, Piero Gola e il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenuto all’evento Dumsedafe, coordinato da Piero Gola, lancia un messaggio chiaro: non sottovalutare la violenza politica e a reagire in modo deciso e unitario, ricordando i recenti episodi di tensione avvenuti a Torino e sul ruolo dei movimenti antagonisti. Secondo il ministro, la città è diventata negli ultimi anni un punto di riferimento nazionale per l’area anarchica e antagonista, una dinamica che richiama alla memoria «stagioni oscure della storia repubblicana» e che non può essere liquidata come una serie di episodi isolati. «Non siamo di fronte a fatti casuali - ha sottolineato - ma a una strategia organizzata, che punta a delegittimare lo Stato e le istituzioni».

Zangrillo ha richiamato non solo le violenze delle manifestazioni delle scorse settimane, ma anche episodi come i sabotaggi alla linea ferroviaria, che avrebbero potuto avere conseguenze gravi per la sicurezza dei cittadini. Un quadro che, secondo il ministro, richiede una reazione coordinata e soprattutto una condanna politica senza ambiguità. Nel suo intervento, il ministro ha criticato apertamente una parte del centrosinistra e l’amministrazione comunale di Torino, accusate di aver cercato negli anni un dialogo con realtà come Askatasuna, considerate invece espressione di una cultura «antistato». «Con chi teorizza il caos e combatte le istituzioni - ha affermato - non può esserci dialogo. Continuare a legittimare questi spazi è un errore politico grave».

Il ministro ha quindi difeso il decreto sicurezza promosso dal governo, respingendo le accuse di deriva autoritaria avanzate da una parte dell’opposizione. Il provvedimento, ha spiegato Zangrillo, nasce dall’esigenza di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di tutela dell’ordine pubblico, distinguendo in modo netto il diritto costituzionale a manifestare dalla violenza organizzata. «Il decreto sicurezza non limita le libertà dei cittadini onesti - ha dichiarato - ma introduce misure necessarie per evitare che le manifestazioni vengano sistematicamente inquinate da frange violente già note alle forze dell’ordine. Se davvero si sostiene che questi gruppi non rappresentano i manifestanti pacifici, allora il fermo preventivo è una misura di buon senso: serve a proteggere chi manifesta civilmente e a garantire la sicurezza di tutti».

Preoccupazione è stata espressa anche per la presenza di spazi riconducibili ad Askatasuna all’interno dell’Università di Torino. «È inaccettabile - ha detto - che chi professa l’antistato trovi spazio nei luoghi simbolo della cultura e della formazione». Sul punto, il ministro ha riferito di aver espresso direttamente il proprio disagio alla rettrice dell’ateneo. Infine, Zangrillo ha ampliato il ragionamento al piano culturale e generazionale, richiamando famiglie e cittadini a un’assunzione di responsabilità. «Dobbiamo tornare a educare al rispetto delle regole e delle istituzioni - ha concluso - ricordando che ai diritti si accompagnano sempre dei doveri. Senza questa consapevolezza, il rischio è quello di una deriva pericolosa per l’intera società».

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